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Untitled design (5)Via libera del Consiglio comunale di Milano, con 30 voti a favore e 12 contrari, al bilancio di previsione 2022-2024 che segna una parziale ripresa dopo gli anni della pandemia. Con l’approvazione l’aula di Palazzo Marino dà il suo parere positivo ad un budget di spesa corrente di 3,572 miliardi per il 2022, in linea con quello degli scorsi anni. Le principali voci di uscita si confermano per il trasporto pubblico (843 milioni), per il personale (666 milioni), per la pulizia della città (294 milioni) e per il servizio del debito (304 milioni), ovvero il rimborso annuale dei mutui contratti dalla città per i progetti a lungo termine.

Il Consiglio comunale, con 54 emendamenti approvati, ha invitato l’amministrazione a investire in priorità specifiche. Tra questi. Tra le forze di opposizione, nonostante il voto contrario, Matteo Forte, di Milano Popolare, esprime soddisfazione per l’accoglimento di migliorie da lui presentate come “i 50mila euro in più ai centri diurni convenzionati per minori per progetti di prevenzione e contrasto all’abbandono scolastico e al ritiro sociale”, lo studio di fattibilità per la costituzione di un’unica Fondazione dei musei milanesi o la proposta di un «voucher figli», presentata sì sotto forma di emendamento, ma ritirata a fronte dell’impegno dell’assessore e vicesindaco Anna Scavuzzo a discuterne in commissione consiliare entro luglio per ripensare complessivamente l’ampliamento e l’integrazione dei servizi per l’infanzia. In particolare queste ultime due proposte mirano ad incidere sul lungo periodo sulla spesa corrente di Palazzo Marino, rivedendo il perimetro di intervento del Comune ma senza per questo tagliare i servizi. Anzi, per quanto riguarda la possibilità di costituire una Fondazione dei musei milanesi inserita nel Documento unico di programmazione (Dup), ha spiegato Forte in aula, “si può passare da una logica di sponsorship, per cui grandi realtà industriali come in passato Eni hanno finanziato singoli eventi, a quella di una stabile partnership sedendo alla pari all’interno di un unico soggetto giuridico e facendo massa critica di risorse pubbliche e private”.

Del resto, ha aggiunto, “c’é uno scollamento tra quello che discutiamo e la realtà fuori. Uno scollamento per cui non ci stupiamo dei dati di affluenza alle amministrative, che vedevano sempre una enorme partecipazione ma oggi non é più così. C’è una incapacità nostra di rispondere a domande, attese ed esigenze che crescono sempre di più rispetto alle risorse che raggranelliamo qua e là nei bilanci”. “O ce ne rendiamo conto e dal prossimo anno ci immaginiamo un cambiamento strutturale del bilancio, o continueremo a racimolare, ognuno per le proprie cause, poche decine di migliaia di euro”, ha concluso.

Matteo Forte

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