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Alessandro Maggioni, presidente Confcooperative Habitat

Alessandro Maggioni, presidente Confcooperative Habitat

Milano, 25 mag. (LaPresse) – Porre un freno alla rendita fondiaria e immobiliare con una migliore pianificazione urbanistica e affitti dell’edilizia sociale non superiori ai 100 euro al metro quadrato all’anno. È la ricetta di Confcooperative Habitat contro il ‘caro mattone’ di Milano, i prezzi di affitti e case che non tendono a diminuire e rispondendo a distanza agli “auspici” di cui ha parlato ieri il sindaco di MilanoBeppe Sala. “II sindaco celebrando i 10 miliardi di investimenti immobiliari arrivati su Milano ‘in periferia e non in centro’, ha detto che ‘l’auspicio che vadano verso abitazioni a prezzi più bassi’, vero tallone d’Achille di questa città. Senza spirito polemico, ma al contrario con stile collaborativo, ci sentiamo di dire che per trasformare l’auspicio in fatto serve una visione dotata di pragmatismo sociale”, dichiara Alessandro Maggioni, presidente di CCL (Consorzio Cooperative Lavoratori) e presidente Confcooperative Habitat. “Il tema casa – continua Maggioni – come da noi sempre ricordato, è il principale fattore di generazione delle disuguaglianze nelle metropoli contemporanee di cui Milano, a livello italiano, è scintillante avanguardia. Per temperare tale furia serve un indirizzo politico che guardi al lungo periodo. Quanto si vede in alcuni passaggi connessi a scelte dell’amministrazione comunale non ci pare vada in tale direzione”.

Il presidente di Confocooperative Habitat ha voluto illustra la ‘ricetta’ del mondo cooprativo: “Sulla costruzione di nuove abitazioni in Edilizia Residenziale Sociale ricordiamo in questa sede la nostra posizione – ha spiegato -: se è vero che il costo massimo delle case in edilizia sociale in vendita non può più reggere i 2.200 euro al metro quadrato, in primis per l’esplosione dei costi di costruzione, sarebbe colpevole da parte del pubblico aderire a un incremento di tale costo senza limiti. Per noi, operatori da 50 anni in questa città, resta sostenibile un costo massimo di vendita che sia attestato a 2.500 euro al metro quadrato”. “Il canone massimo d’affitto dell’edilizia sociale non dovrebbe superare il valore di 100 euro al metro quadrato all’anno – ha continuato Maggioni -. Ciò significa che un bilocale nuovo di 65 metri quadrati costerebbe, al massimo, circa 540 euro al mese. Oltre non si possono definire ‘sociali’ tali canoni”. “Come segnalato in ogni sede sin dal dibattito sul Piano di Governo del Territorio – ha agigunto – ribadiamo che la scelta di suddividere la quota di Edilizia residenziale sociale in 50% vendita agevolata e 50% affitto agevolato non regge la prova dei conti reali. Il minimo mix efficiente in tal senso è quello che vede il 60% in vendita agevolata ai valori di cui sopra e il 40% in affitto agevolato. Così, forse, tra 8 anni potremmo avere, realmente, più case in affitto a costi bassi in aggiunta alle case popolari”.

Per il presidente di CCL e Confocooperative Habitat “la rendita fondiaria e immobiliare è l’insidia più forte rispetto a questi temi. Il Comune deve porre attenzione al tema poiché, se è vero che ha armi spuntate per contrastarla, dovrebbe vigilare affinché non diventi inconsapevole alimentatore della sua crescita. Purtroppo, in alcuni casi succede proprio questo: proprietari di rendite fondiarie potrebbero sentirsi ulteriormente legittimati a incrementare aspettative speculative magari anche a seguito di provvedimenti comunali”. “I bandi C40 – ha chiuso Maggioni con riferimento ai progetti di rigenerazione urbana del concorso internazionale Reinventing cities – che escono a cadenza annuale dovrebbero diventare anche momento di verifica e riflessione sull’efficacia delle misure in atto, sfuggendo la fretta e cercando invece il giusto tempo che serve al contrario per incidere sulla realtà. Auspichiamo dunque un confronto con l’Amministrazione comunale basato sulla fiducia reciproca e, soprattutto, sulla fiducia in chi opera da 50 anni in questa città, mettendo sempre a disposizione di tutti non solo la nostra esperienza ma anche i nostri fatti; che sono poi le nostre case per i nostri soci. Sapendo che le cooperative puntano all’eternità, essendo esse stesse patrimonio dei soci e degli abitanti di Milano” conclude Maggioni. CRO NG01 flo/fed 251649 MAG 22

Matteo Forte

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