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f5a181673e2846_5a181673e2884Il trasferimento di Ema, l’Agenzia europea del farmaco, da Londra si è reso necessario dopo la Brexit. Tra le ultime città in lizza c’era anche Milano. Il capoluogo lombardo si è visto soffiare la possibilità di ospitarla a novembre, a causa di un sorteggio vinto da Amsterdam dopo che le due città erano arrivate pari nella terza votazione. Di recente, però, l’Italia ha sollevato dei dubbi su quanto la città olandese sia pronta ad accogliere l’Ema. Sebbene il sindaco di Milano Beppe Sala sia tornato ad insistere sulla necessità di “dare battaglia fino all’ultimo giorno” e il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni sia tornato a sollecitare l’azione del governo e di un “ravvedimento operoso” dell’Europa, la Commissione Affari Istituzionali del Parlamento europeo – pur criticando il metodo del sorteggio con cui è avvenuta la scelta finale sulla città olandese – ha ribadito che ogni riferimento alla nuova sede dell’Ema è ad Amsterdam.

Un ulteriore voto è previsto il prossimo 12 marzo nella Commissione Ambiente  dell’Europarlamento. Dopodiché la parola passerà all’assemblea plenaria. Il 13 febbraio scorso Antonio Tajani, arrivando alla Johns Hopkins University di Bologna per tenere una lectio magistralis, ha parlato della vicenda di Ema di fatto contesa tra Italia e Olanda. Il Presidente dell’assemblea legislativa comunitaria ha ricordato la procedura che ne regola l’assegnazione spiegando come “la scelta fatta dagli Stati membri a margine del Consiglio ha un valore puramente politico, non ha alcun valore giuridico. Il valore giuridico di una decisione avverrà in base a un processo legislativo regolare, quindi una proposta della Commissione europea che è già stata fatta al Parlamento e al Consiglio. Nella proposta di riforma del regolamento dell’Agenzia fatta dalla Commissione europea si parla della sede di Amsterdam”. Presto sarà dunque il Parlamento a decidere. 

Matteo Forte

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