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Il reintegro dei fondi per le derrate alimentari alle materne paritarie private di Milano è un obiettivo raggiunto con grande determinazione dell’opposizione. Abbiamo raccolto l’appello lanciato da importanti settori della città, sottolineando più volte in aula il tema e, soprattutto, richiedendo che le coperture per questa operazione non fossero individuate nel famoso “tesoretto” che, come ormai tutti sanno, è una finzione, una presa in giro. Con questo emendamento ci siamo limitati a garantire fino a giugno 2014 la prosecuzione di una convenzione che, per alcune piccole realtà, assicura la sopravvivenza. Il nostro intervento, dunque, è per evitare un grave disservizio a oltre 7mila famiglie utenti, che altrimenti si troverebbero per la strada.

Per quel che mi riguarda, inoltre, l’approvazione di questo emendamento ha anche l’effetto di affermare un metodo di governo proprio adeguato al momento di crisi delle finanze pubbliche che attraversiamo: un contributo comunale di quasi 2 milioni ad un servizio come le materne paritarie private, genera decine di milioni di risparmi di risorse pubbliche. In questo caso, considerando il costo mensile di 560 € a bambino che l’amministrazione comunale impiegherebbe per offrire un posto in un suo asilo, parliamo di un risparmio annuo di circa 40 milioni.

Ed è proprio per questo motivo che la sinistra più ideologica, quella che sta mandando in dissesto i bilanci comunali, ha remato contro riducendo il contributo previsto di 2 milioni e 200mila €. Infatti, se da un lato mi dichiaro soddisfatto, dall’altro non posso non denunciare l’accanimento ideologico di esponenti della Giunta sul tema. Dopo che Majorino ha deciso il drastico taglio ai servizi per la disabilità mentale (dai 2 milioni e 500 mila del 2012 al milione e 700 deliberato, come tutte le spese di quest’anno, dai soli assessori e Sindaco), ha strumentalizzato quest’ultima per giustificare la sottrazione di risorse già individuate e da destinare alle paritarie private. Mi auguro solo che, per il capriccio di un assessore, il milione e 600mila €, che comunque siamo riusciti a garantire a queste scuole di infanzia, non costringa queste ultime a chiedere ad anno in corso ulteriori sacrifici alle famiglie, già pesantemente massacrate dalle tasse di Pisapia.

Per questo ho già chiesto in via informale al Presidente della Commissione Educazione, Strada, l’audizione delle associazioni rappresentative delle materne patitarie private e dei funzionari dell’assessorato competente. Infatti la cifra di 2, 2 milioni prevista inizialmente non era stata individuata a caso, ma era frutto di un calcolo preciso delle stesse strutture comunali: 1,81 euro giornalieri a bambino e per ognuno dei 400 educatori coinvolti, fino a giugno 2014. È evidente, dunque, che lo sfregio ideologico di alcuni rischia di mettere in seria difficoltà il centinaio di operatori coinvolti e le 7mila famiglie utenti, che ad anno in corso potrebbero essere costretti a far fronte a ingenti spese a causa del venir meno del Comune ai propri impegni.

Matteo Forte

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