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Con un valore di riscossione totale pari a 288 milioni di euro, questo pomeriggio il Consiglio comunale ha votato l’introduzione delle tariffe della Tares, la nuova tassa sui rifiuti che sostituisce la vecchia Tarsu.

Su tre rate quella che peserà di più sui cittadini sarà l’ultima, poiché la legge nazionale istitutiva prevede uno 0,30 a mq da destinare direttamente allo Stato. Il principio è simile a quello valso nell’ultimo anno per l’Imu: siamo di fronte a tasse locali, pesantemente “compartecipate” dal centro.

Ad ogni modo l’impegno dell’opposizione in aula ha permesso l’introduzione di sconti e sgravi nei confronti di famiglie e imprese. Nel caso delle prime, per quanto la sinistra abbia rifiutato la mia proposta di introduzione del Fattore Famiglia per ricalcolate l’Isee in base al quale prevedere esenzioni e agevolazioni, si è votato insieme uno sconto del 25% sulla Tares – comunque dovuta e comunque soggetta ad aumenti – per le famiglie composte dai 4 membri in su, fino a 120mq di casa. Il totale dell’operazione costerà circa 2 milioni di euro che il Comune metterà a bilancio per coprire le minori entrate.

Stesso discorso vale per alcune attività produttive che avrebbero subito una aumento, rispetto alla precedente Tarsu, di oltre il 60%. Abbiamo votato così lo sconto di 1,2 euro al mq per le osterie, pizzerie, pub, ristoranti, trattorie (senza il quale i titolari avrebbero dovuto sborsare il 67,60% in più), per i bar, caffè, pasticcerie (che vedevano una maggiorazione dell’86,42%) e 2 euro al mq per venditori di fiori, piante, ortofrutta, pescherie e pizza al taglio, che altrimenti avrebbero subito un aumento del 91,55%. Infine si è deliberato anche uno sconto dello 0,30 al mq per gli alberghi senza ristorante, che evidentemente non producono i rifiuti degli stessi con servizio di ristorazione. Per colpire il totale di questi ulteriori sgravi il bilancio di previsione dovrà allocare appositamente circa 1 milione e 100 mila euro.

Matteo Forte

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