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Durante il dibattito di ieri sera in aula, un collega della Lega, Alessandro Morelli, ha presentato un emendamento che chiedeva di individuare nelle sole coppie omosessuali gli aventi diritto all’iscrizione nel Registro che stiamo andando a regolamentare. Ciò in coerenza con tutto il dibattito affrontato dalla stessa maggioranza di sinistra: questo atto amministrativo andrebbe a sanare situazioni di discriminazione nei confronti soprattutto degli omosessuali.

Tuttavia la Segreteria Generale del Comune, preposta all’assistenza legale, ha dato parere di illegittimità all’emendamento, motivando così: «Siccome la porta di accesso, diciamo così, alla istituzione del registro delle unioni civili è comunque e non può essere altro che l’articolo 4 della legge anagrafica, non si può individuare come facenti parte delle unioni civili solo le coppie omosessuali, è in violazione di legge». Cosa dice l’articolo 4 del Regolamento anagrafico del 1989? «1. Agli effetti anagrafici per famiglia si intende  un  insieme  di persone  legate  da  vincoli  di  matrimonio,  parentela,  affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi  dimora abituale nello stesso comune. 2. Una famiglia anagrafica  può  essere  costituita  da  una  sola persona». Qundi, prosegue la Segreteria Generale, l’emendamento di Morelli «è troppo restrittivo rispetto alla fattispecie dell’articolo 4». Benissimo, ma allora non sarà nemmeno possibile modificare all’interno della delibera l’espressione «insieme di persone» con «coppia». Anche quella modifica risulta troppo restrittiva rispetto alla fattispecie dell’articolo 4. E dunque rimarrà il rischio segnalato dalla Curia, ovvero che il Registro proprosto dalla sinistra può aprire anche alla poligamia.

Ma c’è di più. La Segreteria Generale nello spiegare il proprio parere, ha aggiunto: «la fotografia dell’accesso, ripeto a tutte le fattispecie poi previste da questo regolamento, è l’articolo 4 della legge anagrafica che però volevo precisarlo, paradossalmente, è più ampio, fotografa situazioni più ampie anche rispetto al regolamento che è stato proposto al Consiglio comunale». E se la logica non è piegata a ragioni di schieramento, bisogna dedurne che la stessa delibera sul Registro delle Unioni civili è illegittima tanto quanto l’emendamento di Morelli. Si sentono già gli scricchiolii sotto i piedi della sinistra.

Matteo Forte

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