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Area B, Sala chiude a qualunque ipotesi di deroga

Area-B-MilanoÈ durato circa un’ora e mezza il confronto tra i partiti del centrodestra al Comune di Milano e il sindaco, Giuseppe Sala, sui nuovi limiti di Area B, la ztl che corrisponde a quasi tutta la città, scattati dal primo ottobre. Il centrodestra ha chiesto più volte di rimandare i nuovi divieti visto la crisi economica in corso e di estendere le deroghe ad esempio alle auto private delle forze dell’ordine che si recano al lavoro. Ma il sindaco, che ha ricevuto i partiti con l’assessore alla Mobilità, Arianna Censi e con la vicesindaco Anna Scavuzzo, non ha voluto sentire ragioni come ha già ripetuto più volte nei giorni scorsi.

Al termine dell’incontro ci sono state delle aperture sul posizionamento delle telecamere in relazione ai parcheggi, per cercare di permettere di raggiungerli senza pagare la sanzione se questi si trovano a pochi metri dal varco videosorvegliato. Il sindaco ha inoltre spiegato ai partiti che per quest’anno non aumenterà il biglietto dei mezzi pubblici, al fine di incentivare il trasporto pubblico anziché quello privato.

Si sta prorogando poi la possibilità di autocertificare l’acquisto di una nuova autovettura, per derogare ai divieti fino all’arrivo del veicolo non inquinante. Il sindaco si è infine impegnato a venire in Consiglio comunale dopo il 15 ottobre per analizzare i primi dati sulle nuove limitazioni di Area B. E qui sta il vero nodo politico che personalmente ho sollevato nel corso del confronto con il sindaco: i grandi provvedimenti presi in questi anni sulla mobilità, da Area C compresa in poi, non sono mai passati dall’aula; anche l’odg proposto dall’opposizione (e poi approvato) sullo “sconto” dei 2000 km annui per quanti installano Move-In era infatti collegato ad in provvedimento di giunta che nulla aveva a che fare con la mobilità. Questo modo di procedere mortifica la politica e impedisce di migliorare le delibere, come invece succede per qualunque testo sottoposto alla sovrana decisione dei rappresentanti eletti dai cittadini.

Ad ogni modo, al di là dei dettagli, quello di Sala è un ambientalismo per ricchi, che grava sui cittadini in un momento già di grande difficoltà. Chiedere a chi ha un diesel euro 5comprato pochi anni fa perché meno inquinante, di cambiarlo subito pena l’impossibilità di girare per la città, significa non avere nemmeno la capacità di immedesimazione con chi sta già vivendo una situazione economica senza precedenti tra inflazione e rincari dei costi energetici. Senza tenere in considerazione oltre tutto altri due fattori: la quasi impossibilità per la crisi in atto di trovare nel breve periodo nuovi veicoli da acquistare, ma soprattutto che anche volendo raggiungere obiettivi ambientali si manca sempre il segno colpendo solo l’uso dell’auto. Non dimentichiamoci infatti che durante il lockdown con il 70% di traffico in meno le polveri sottili sono calate solo del 14%. Dire ‘blocchiamo subito le auto per salvare la salute dei cittadini’ è populismo gretino.

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