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“Si ai poteri speciali ma a due condizioni: autonomia finanziaria e no al centralismo”

Forte (FdI) apre al dibattito innescato dalla Lega: obiettivo una proposta bipartisan da sottoporre poi al Parlamento.

 

di Nicolò Rubeis, su il Giornale – ed. Milano, domenica 11 gennaio 2026.

 

Sì al decentramento, ma nel nome della sussidiarietà e non del centralismo locale. Anche Fratelli d’Italia apre alla possibilità di dotare Milano di poteri speciali. Un dibattito, innescato dalla Lega con un disegno di legge presentato in Senato dal capogruppo Massimiliano Romeo, a cui è interessato anche il Pd. L’auspicio dei dem – che vorrebbero allargare la questione a tutta la Città metropolitana e non solo al Comune – è però quello di arrivare a una proposta bipartisan che nasca dal Consiglio regionale e che venga poi sottoposta al Parlamento. Una strada che potrebbe portare la discussione nella commissione Affari istituzionali del Pirellone presieduta dall’esponente di FdI Matteo Forte. Per i meloniani, che concordano sulla necessità di riconoscere le peculiarità di Milano e il suo ruolo di traino economico del Paese, le condizioni sono due: «La prima – spiega Forte – è che qualunque trasferimento di poteri non deve essere una riproposizione del centralismo romano a livello locale». Insomma, «non serve un nuovo ente che eroga servizi – aggiunge – ma una struttura che sia in grado di coordinare meglio quello che già c’è». Forte fa l’esempio dell’urbanistica, che a Milano è stata al centro di inchieste che hanno paralizzato il settore: «L’errore più grande – sottolinea – sarebbe escludere il privato dalla rigenerazione urbana. Vanno valorizzati tutti i corpi intermedi, dalle associazioni di categoria alle imprese fino al terzo settore. Il problema di Milano è stato non aver fissato delle regole di ingaggio chiare. La regia deve essere sempre in mano all’ente pubblico, seppur con il coinvolgimento di tutte le realtà». L’altra condizione che pone FdI è quella di pensare a delle forme di autonomia finanziaria: «Non ci si può limitare soltanto al mero trasferimento di risorse – osserva Forte -. A patto, però, che i poteri speciali siano coerenti con la legge delega di cui è responsabile il nostro viceministro Leo e che prevede il federalismo fiscale». Ci sarà quindi da lavorare sulla forma anche se sul risultato finale le ambizioni non cambiano: «Abbiamo enti locali che sono stati svuotati e delegittimati dalla legge Delrio e che hanno subito tagli per quasi 14 miliardi dai governi degli ultimi dieci anni – prosegue l’esponente di FdI -. E quindi è chiaro che serve una riflessione su un territorio come Milano, che risulta penalizzato e non nelle migliori condizioni per operare. La necessità di intervenire c’è, ma dobbiamo capire quale è l’approccio migliore». Su quali poteri e su quale strada concentrarsi, il dialogo è aperto, con Forte che assicura la disponibilità di FdI e si dice pronto ad ospitare la discussione in commissione, anche per rimandare al mittente le accuse di essere un partito centralista con l’occhio sempre più attento alle vicende romane: «Voglio ricordare intanto che in Lombardia abbiamo sostenuto, insieme ai nostri alleati, il referendum sull’autonomia – puntualizza Forte -. Ma soprattutto che c’è stata un’inversione di tendenza da parte di questo governo nel rapporto con gli enti locali. Nell’ultimo bilancio, la Lombardia ha beneficiato di 32 milioni in più da parte dello Stato rispetto a quello precedente». E visto che l’esecutivo ha aperto alle riforme costituzionali, «i tempi sono maturi anche per ripensare il ruolo di Milano che, non lo dimentichiamo, fa il 25% del Pil nazionale»

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