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Sulle trascrizioni delle nozze gay Pisapia eviti ragazzate

imagoeconomicaCon l’approvazione in aula delle mozioni che hanno proposto la trascrizione dei matrimoni omosessuali contratti all’estero nei registri di stato civile dell’anagrafe, per l’ennesima volta il Consiglio comunale è stato strumentalizzato per battaglie propagandistiche. La Segreteria generale, oltretutto, è stata chiara al riguardo: manca una legge nazionale che dia alla trascrizione effetti giuridici, tanto meno equiparabili a quelli del matrimonio eterosessuale. Eppure la sinistra è andata avanti per la sua strada. Come se non fosse bastata la lettera del 12 settembre scorso, con cui il prefetto di Bologna intima al sindaco Merola di “procedere alla revoca della disposizione atteso che il nostro ordinamento non ammette tale trascrizione”. Pisapia non faccia un altro scivolone giuridico. Impari dagli errori dei suoi colleghi e si attenga all’ordinamento vigente, per il quale il matrimonio è solo eterosessuale, come ribadito dalla Corte costituzionale nel 2010 con una sentenza, a detta anche della dottrina militante, che costituisce un macigno sulla strada delle unioni gay.

Del resto anche nella giornata di oggi è giunto un ulteriore monito a Pisapia, dopo la circolare del Viminale con cui si ricorda che in assenza di una legge nazionale quelle trascrizioni sono nulle. La Corte d’appello di Firenze ha, infatti, annullato la sentenza del Tribunale di Grosseto che ordinava a quel Comune di trascrivere nel registro dello stato civile il matrimonio contratto a New York tra Giuseppe Chigiotti e Stefano Bucci. Per cui, prima di avventurarsi in provvedimenti con cui impone all’anagrafe di trascrivere i matrimoni omosessuali contratti all’estero, ci pensi bene. Pisapia non faccia le sue solite ragazzate. Non abbia colpi di testa. Faccia pure le sue battaglie politiche a favore delle unioni gay, ma rispetti l’ordinamento italiano ed eviti di trascinare il Comune in uno scontro tra istituzioni.

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