CATEGORIE NEWS

Anagrafe, il Prefetto mi risponde e invoca il Viminale

A seguito delle dichiarazione della scorsa estate dal palco del Milano Pride da parte del Sindaco Sala, il 5 luglio scrissi al Prefetto di Milano valutare se l’iscrizione all’anagrafe di un minore come figlio di coppie dello stesso sesso non si configurasse come un abuso nell’esercizio del potere di ufficiale di governo.

Tra l’altro quella iniziativa avrebbe seguito quella del 4 aprile 2019, in cui sarebbero stati trascritti nel registro dell’Anagrafe del Comune di Milano atti di nascita di bambine e bambini generati mediante surrogazione di maternità, pratica quest’ultima espressamente vietata dall’art. 12, sesto comma, della legge n. 40 del 2004.

Le leggi vigenti (art. 30 del d.p.r. 396/2000, art. 269 c.c. e artt. 4,5,8 e il già citato 12 della legge 40/2004) non consentono infatti di ritenere leciti i provvedimenti rivendicati da Giuseppe Sala.

Tanto è vero che il Prefetto di Milano, Renato Saccone, mi ha risposto con posta certificata (qui si può leggere il documento per intero) che “attesa la complessità, nonché la delicatezza del tema”, “lo scrivente ha interessato il Ministero dell’Interno, dal quale è in attesa di riscontro”.

Condividi articolo:

Potrebbe interessarti anche: