PENSIERO FORTE

Scuola

È un diritto dei genitori essere edotti circa la proposta educativa di cui saranno destinatari i propri figli, come lo è scegliere la scuola dove farli crescere.

La vera educazione, infatti, è sempre un’educazione alla critica, intesa come il rendere ragione di quanto si ha ricevuto da una tradizione, di cui innanzitutto la famiglia e la comunità di appartenenza sono il terminale ultimo.  L’educazione, pertanto, non può mai essere neutrale: la sua specificità sta nel trasmettere un patrimonio di valori che rimanda sempre a una precisa visione del mondo e della storia.

Scuola: sfide e opportunità

Che non si dia mai un’educazione neutrale, è un vero e proprio modo di concepire anche la persona. Essa non è una monade, ma è sempre strutturalmente in relazione, innanzitutto, con i genitori, poi i fratelli, i parenti, e poi gli amici, gli insegnanti, e così via. Una malintesa idea di laicità, che si traduce in ambito educativo nel mito della scuola unica di Stato, lascia invece intravedere una concezione della persona astratta, per cui essa è avulsa dal contesto in cui nasce e cresce, così da volerla riempire di contenuti valoriali distinti da quelli tramandati dalla comunità di origine e indifferenti nei confronti della vita familiare degli alunni.

La mia proposta

Per far questo, occorre garantire alle famiglie la libertà di scelta educativa attraverso lo sviluppo di un compiuto sistema di parità scolastica. In Lombardia, essa è stata difesa e perseguita attraverso lo strumento della Dote Scuola, che occorre consolidare e confermare.

Accanto a tale strumento, occorre  sviluppare strumenti di finanza sociale quali, per esempio, il Social impact bond e l’Asset-building che veicolino le risorse POR-FSE e, in linea con i vincoli di scopo delle stesse, garantiscano flussi finanziari anche attraverso l’apporto di contributi privati, nell’ottica di fare massa critica e continuare a sostenere politiche fondamentali di Regione Lombardia.