CATEGORIE NEWS

Assegnati contributi a sostegno delle scuole d’infanzia paritarie non comunali

Forte (FdI), relatore del progetto: “Queste realtà sono fondamentali per la crescita delle persone e presidio del territorio” 

“La Regione, riconoscendo la funzione sociale delle Scuole dell’infanzia paritarie non comunali, ne sostiene l’attività mediante un proprio intervento finanziario, integrativo rispetto a quello comunale ed a qualsiasi altra forma di contribuzione prevista dalla normativa statale, regionale o da Convenzione, al fine di contenere le rette a carico delle famiglie – ha così introdotto il consigliere regionale (FDI) Matteo Forte nell’illustrare i contenuti della proposta a sostegno delle scuole dell’infanzia paritarie non comunali – Da qui, la necessità di nuove linee di indirizzo, per il periodo di programmazione scolastica 2023/2026, che mirano a consolidare la rete dei servizi educativi erogati sul territorio lombardo, a favore dei bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni, in stretta sinergia con il sistema degli Enti locali, le Istituzioni scolastiche e le famiglie”.

“Le Scuole dell’infanzia paritarie non comunali rappresentano uno dei fulcri vitali delle nostre comunità, garantendo lo sviluppo integrale della persona, la difesa della sussidiarietà ed il presidio delle comunità locali, al servizio delle famiglie – ha precisato il capo gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Christian Garavaglia – Un’offerta educativa che rafforza la libertà di scelta e l’autonomia”.

Ha continuato Forte: “Con questa proposta si vuole garantire – anche con il contributo Scuole dell’infanzia paritarie non comunali – un autentico pluralismo educativo, che concretizzi i principi di centralità della persona, libertà di scelta delle famiglie e parità dei Soggetti che erogano i servizi. Le Linee di Indirizzo individuano, in particolare, elementi utili alla realizzazione degli interventi finalizzati a valorizzare e sostenere i servizi di interesse generale erogati dalle Scuole dell’infanzia paritarie non comunali, stante in particolare: la loro significativa e capillare diffusione sul territorio lombardo, con un rilevante numero di bambini frequentanti, pari a circa il 50% del numero totale di bambini iscritti alla Scuola dell’infanzia; la presenza, in numerosi Comuni del territorio regionale, di un’offerta di Istruzione garantita unicamente da Scuole dell’infanzia paritarie non comunali; la necessità di garantire alle famiglie il contenimento delle rette scolastiche”.

Va ricordato come negli anni scolastici 2021/2022 e 2022/2023, Regione Lombardia abbia assegnato specifici finanziamenti per la realizzazione degli interventi a favore delle Scuole dell’infanzia non statali e non comunali, destinando risorse autonome per un ammontare complessivo, nel biennio, di 16 milioni di euro, a favore di oltre 1.200 Scuole, per un totale di 174.866 alunni (pari a circa il 50% della totalità dei bambini iscritti nelle Scuole dell’infanzia lombarde).

In via ulteriore, a decorrere dall’anno scolastico 2016/2017, Regione Lombardia garantisce e sostiene – nell’ambito della specifica componente “Disabilità” di Dote Scuola – le attività di inclusione scolastica dei bambini disabili frequentanti le Scuole dell’infanzia paritarie non comunali, riconoscendone l’indefettibile funzione nell’ambito del Sistema nazionale integrato di Educazione e di Istruzione. Nello specifico, gli interventi attuati hanno riguardato l’assegnazione di un contributo integrativo ad hoc, a favore delle Scuole dell’infanzia paritarie non comunali aventi sede in Lombardia che accolgono alunni con disabilità certificata, a copertura dei costi del personale insegnante impegnato in attività didattica di sostegno non altrimenti coperti dalla contribuzione statale e regionale, con un finanziamento complessivo di oltre 1.900.000 euro per il biennio 2022/2023 (n. 2.011 bambini nell’anno scolastico 2021/2022 e n. 2.168 bambini nell’anno scolastico 2022/2023).

Le somme stanziate saranno pari ad euro 9.500.000 per l’anno 2024, euro 9.500.000 per l’anno 2025 ed euro 7.500.000 per l’anno 2026, a cui si aggiungono euro 2.500.000 per l’anno 2024, euro 2.500.000 per l’anno 2025 ed euro 2.500.000 per l’anno 2026.

Condividi articolo:

Potrebbe interessarti anche: