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Assestamento 2026: una società florida non può avere una cattiva gestione

Il 24 luglio, dopo quattro giorni di intenso di battito, è stato approvato a maggioranza l’assestamento di bilancio di Regione Lombardia. Il primo dato da evidenziare riguarda la capacità di Regione di attrarre finanziamenti: 2,27 miliardi di euro arrivano dai fondi europei, ai quali si aggiungono 2,28 miliardi di risorse statali. A questi si sommano 40 milioni di euro di premialità riconosciuti alle amministrazioni più virtuose nella gestione delle risorse pubbliche

Il capitolo più consistente riguarda la sanità. Il Fondo Sanitario Regionale viene incrementato di 614 milioni di euro: 439 milioni di nuove risorse regionali strutturali per ciascun anno del triennio 2026-2028 e ulteriori 175 milioni di euro di Fondo Sanitario Vincolato per il 2026. Risorse che consentiranno di rafforzare il sistema sanitario lombardo, garantire i Livelli Essenziali di Assistenza e sostenere ospedali e servizi territoriali.

Tra le tematiche di particolare attenzione vi sono le politiche sociali e alle famiglie, con un ulteriore stanziamento di 300 mila euro destinato agli interventi di sostegno familiare, oltre al rafforzamento delle risorse dedicate alla disabilità e all’inclusione.

Sul fronte della sicurezza, vengono incrementati di 170 mila euro i contributi destinati alle Associazioni Combattentistiche, d’Arma e delle Forze dell’Ordine, così da finanziare tutte le domande presentate e valorizzare il prezioso lavoro svolto da queste realtà sul territorio, anche in raccordo con i comuni e le loro polizie locali.

Tra gli investimenti trova spazio anche la tutela del territorio, con nuove risorse per la manutenzione del reticolo idrico e delle vasche di laminazione: 5,4 milioni di euro per il 2027 e altri 5,4 milioni per il 2028, interventi fondamentali per la prevenzione del rischio idrogeologico e la sicurezza delle comunità.

Tutti questi numeri non vanno insieme con la narrazione di una società lombarda florida nonostante una cattiva gestione politica della Regione. Certo, la crescita del Pil (0,7% secondo Banca d’Italia e dell’1,2% in termini reali secondo l’Istat) è dovuta innanzitutto alle imprese e agli attori economici. Così come quello pro-capite sopra la media nazionale (intorno al 134%) e la disoccupazione al 3,7% sono effetti benefici di un’economia ampia e diversificata. Tuttavia una cattiva gestione politica sarebbe per lo meno d’ostacolo ad una società ricca, impedendole di crescere e svilupparsi.

Significativo, da questo punto di vista, l’apporto storico di Regione Lombardia al comparto scuola e formazione. Anche con questo assestamento sono state destinate importanti risorse. Si prevedono, per esempio, 16 milioni di euro per istruzione e formazione, dei quali 3,1 milioni per l’adeguamento contrattuale del personale che assiste gli studenti con disabilità sensoriale, e ulteriori 11,6 milioni per rafforzare il sistema di Istruzione e Formazione Professionale (IeFp), favorendo l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. Il tutto in una Regione che ogni anno spende 54 milioni di Dote scuola (comprensiva della componente Buono scuola, materiali didattici, Merito e disabilità) e oltre 300 milioni per il canale di IeFp. Probabilmente è anche grazie a queste scelte se la Lombardia mantiene negli indicatori INVALSI un vantaggio di 8 punti rispetto alla media nazionale, o conta il 7,8% di dispersione scolastica a fronte di un 13,7% di quella italiana.

Infine, i governi di centrodestra di Regione Lombardia hanno scelto sempre di finanziare le proprie politiche non gravando sempre e solo sulle tasche dei propri cittadini. Le entrate di natura tributaria contribuiscono per l’80,28%, nonostante l’aliquota base dell’addizionale Irpef sia tra le più basse d’Italia (1,58%). Non si può dire la stessa cosa di altre regioni: l’Emilia Romagna con l’1,73% garantisce una copertura del 74% delle sue entrare complessive; la Toscana con l’1,42% il 45% e la Campania con addirittura un’aliquota base del 3,33% solo il 38,86%. Eppure, sic stantibus rebus, la capacità di spesa di Regione Lombardia è stata del 92,10%, quella dell’Emilia Romagna dell’84,35%, della Toscana dell’83,82% e della Campania del 74% (cui si unisce una capacità di pagamento dei fornitori del 53,41% in spesa corrente e solo del 18,03% di quella in investimenti!).

Nel confronto con le altre regioni italiane, si capisce che non è indifferente quale coalizione governi e quali scelte essa opera anche nel tenere le corde della borsa.

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