Quanto avvenuto all’Università Statale di Milano nella serata di ieri lascia sconcertati. Quello che dovrebbe essere il luogo privilegiato della ricerca della verità, attraverso il metodo del dialogo, è drammaticamente diventato un territorio dove bande di violenti e facinorosi negano il dibattito e impongono la censura. Il nostro personale impegno di oggi nelle istituzioni nasce proprio all’interno degli organi di rappresentanza studentesca durante gli anni dell’università. Lì siamo cresciuti nel confronto con gli altri e abbiamo maturato la consapevolezza che la politica non è tifoseria, ma azione per garantire spazi di vera libertà a chiunque abbia a cuore di rispondere alle esigenze e ai bisogni di chi incontra. Oggi vediamo violata la natura dell’Università stessa. E la vediamo violata da quanti il 25 novembre manifestano contro la violenza sulle donne e il 26 silenziano, insultano e aggrediscono alcune donne relatrici a un convegno che hanno la sola colpa di non pensarla come quei facinorosi. Vediamo violata la natura stessa dell’Università da chi un giorno manifesta per i diritti del popolo palestinese e un altro giorno nega il basilare diritto di parola a chi la pensa diversamente da lui.Alle istituzioni competenti chiediamo di difendere la natura dell’Università. Chiediamo di difendere sempre la libertà di espressione di chiunque, nel rispetto di tutti, abbia qualcosa da dire e la cui posizione provoca, con il solo strumento delle argomentazioni e della comunicazione di un’esperienza, la ragione. Quella ragione in nome della quale è nata l’Università stessa. Quella ragione calpestata ieri da piccoli squadristi di un antifascismo salottiero e borghese.
Lorenzo Malagola, parlamentare della Repubblica di FdI,
Matteo Forte, consigliere Regione Lombardia di FdI,
Filippo Boscagli, capogruppo FdI Comune di Lecco