CATEGORIE NEWS

Fine vita, Forte (Fd’I): caso lombardo grave, contraddice la Dg Welfare e voto Consiglio

(ANSA) – MILANO, 14 FEB – Fratelli d’Italia, tramite il consigliere regionale lombardo Matteo Forte, presenterà un’interrogazione scritta all’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso dopo aver appreso del primo caso di suicidio assistito in Lombardia, una 50enne affetta da sclerosi multipla progressiva da oltre 30 anni che è morta nelle scorse settimane a casa sua dopo l’auto-somministrazione di un farmaco letale fornito dal Servizio sanitario nazionale.

“Quel che riporta il Corriere della sera è molto grave – spiega Forte -, perché contraddice quanto la stessa Direzione del Welfare ha dichiarato in un’audizione del 23 settembre scorso, quando con la presidente Baffi presiedevo i lavori per la discussione sul progetto di legge proposto dall’Associazione Luca Coscioni”.

In quell’occasione “era emersa una cosa molto chiara: il Servizio sanitario può arrivare al momento della valutazione della condizioni previste dalla Corte costituzionale per non procedere penalmente contro chi eventualmente aiuta materialmente il malato a porre fine alla propria vita – commenta l’esponente di FdI -. In ogni caso, per tutto quel che riguarda l’identificazione e la prescrizione del farmaco, ad oggi non esiste alcuna competenza del Servizio sanitario. Le parole precise, riportate sul verbale di quella audizione sono ‘noi arriviamo fino al momento della valutazione’“.

Motivo per cui, secondo Forte, “occorre, nella discrezionalità del legislatore nazionale, una norma che riconosca una prestazione che ad oggi non è dovuta. Né la Corte, né il Parlamento hanno infatti riconosciuto un diritto a morire che comporti la possibilità di accedere al suicidio medicalmente assistito con farmaco letale fornito dal Servizio sanitario” conclude Forte, annunciando l’interrogazione “che faremo” a Bertolaso che “immagino avrà già modo di smentire quanto riportato dal Corriere”. (ANSA)

Condividi articolo:

Potrebbe interessarti anche: