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L’anagrafe scatta una drammatica fotografia

1384614542(OMNIMILANO) Milano, 17 AGO – “Drammatica fotografia quella scattata dall’anagrafe milanese”. Lo afferma Matteo Forte, consigliere comunale popolare a Palazzo Marino. “Al di là dell’ eroica testimonianza di quei 52 nuclei su oltre 700mila che mantengono la doppia cifra rispetto al numero dei loro componenti, c’è una ‘ normalità’ che deve spaventare tutti al netto degli scontri ideologici sul tema della famiglia. A Milano non si genera più vita. Stiamo parlando di una città che ha già il futuro segnato se la politica non interviene al più presto con una visione di lungo respiro che incentivi chi fa figli. Non si tratta dunque di giudicare le scelte personali di ciascuno, ma di rendersi conto che se oggi due genitori con due figli (cioè un esempio di quel che si intende per ‘ crescita zero’) a Milano vivono già sotto la soglia della povertà assoluta con 1.700 euro al mesedifficilmente si creano quelle condizioni per generare anche solo un terzo figlio. Non è un caso, quindi, se i nuclei con 5 componenti non raggiungono nemmeno il 2% del totale“.

Prosegue Forte: “Tutti gli altri discorsi su lavoro, tasse e servizi fanno ridere di fronte a questa vera e propria emergenza demografica: di che sviluppo parliamo se la nostra società è sempre più vecchia e a lungo andare avrà spese sociali davvero non più sostenibili? Questa domanda dobbiamo porcela tutti, maggioranza e opposizione. Spiace, da questo punto di vista, che il Consiglio abbia perso un’ altra occasione per occuparsi di questa emergenza – conclude il consigliere di minoranza – chiudendo il dibattito sul bilancio previsionale con un accordo tra le principali forze politiche su qualche briciola agli anziani e, soprattutto, alle aree cani e alle associazioni animaliste. Con tutto il rispetto per chi si occupa di animali domestici, Milano sta dando l’ immagine di una città priva di speranza e fiducia nel futuro. È sempre più urgente una politica familiare, ad oggi del tutto assente dall’agenda della politica locale e nazionale“.

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