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Legge bonifiche, risposta rapida e concreta in stile lombardo

Il Consiglio regionale ha approvato oggi all’unanimità la legge regionale che conferisce ai Comuni e alle Unioni di Comuni funzioni in materia di bonifiche di siti contaminati. Il provvedimento, che si compone di cinque articoli, si è reso necessario per far fronte al vuoto normativo creatosi a seguito della sentenza del 24 luglio scorso della Suprema Corte che ha ritenuto incostituzionale la legge regionale del 2006 che delegava gli Enti locali a provvedere alle bonifiche di siti inquinati insistenti sul territorio di un unico Comune.

Successivamente alla pronuncia della Corte Costituzionale, il Governo ha emanato lo scorso agosto un decreto legge con cui si autorizzano le Regioni a delegare la materia ai Comuni. In attesa della conversione in legge del decreto prevista entro il prossimo 10 ottobre, Regione Lombardia si è adeguata alla nuova normativa riassegnando ai Comuni le funzioni sulle bonifiche ambientali e prevedendo una serie di supporti tecnico-amministrativi per gli enti locali di piccole dimensioni.

Si tratta di un qualcosa che si è reso assolutamente urgente e necessario dopo l’improvvida pronuncia della Corte, poiché – come ha ricordato Regina De Albertis lo scorso 25 settembre all’Assemblea generale di Assimpredil Ance – “in Lombardia si sono fermate più di 2000 pratiche di bonifica, di cui circa 500 nel solo Comune di Milano, comprese quelle del PNRR e delle Olimpiadi, perché in questi 20 anni l’assetto burocratico amministrativo ha fatto perno sui Comuni e non sulla Regione”.

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