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Rilanciare la contrattazione territoriale per sostenere imprese e lavoratori

Milano, 21 luglio 2025 – Sostenere i lavoratori, rilanciare la produttività delle imprese e colmare il divario tra domanda e offerta di lavoro: con questi obiettivi il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia in Regione Lombardia ha presentato oggi un’idea per promuovere e incentivare la contrattazione di secondo livello, attraverso l’avvio di un piano regionale condiviso con le parti sociali, le imprese e i territori.

A illustrare la proposta in conferenza stampa il capogruppo Christian Garavaglia e il consigliere regionale Chiara Valcepina, insieme all’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro Simona Tironi e al consigliere Matteo Forte. Al dibattito sono intervenuti anche Valentina Cappelletti (Cgil), Enrico Vizza (Uil), Fabio Nava (Cisl), Stefano Binda (Cna Lombardia), Antonio Califano (Confcooperative), Marta Battioni (Legacoop Lombardia) e Pierfrancesco Pittalis (Confesercenti).

«Il sistema produttivo lombardo sta affrontando tre emergenze connesse: la carenza di manodopera qualificata, la perdita di potere d’acquisto e la conseguente contrazione dei consumi interni», ha spiegato Chiara Valcepina. «In questo scenario, la contrattazione aziendale e territoriale rappresenta uno strumento fondamentale per rendere il lavoro più attrattivo e le imprese più competitive».

Solo il 30% delle imprese lombarde applica oggi forme di contrattazione decentrata, un dato ancora troppo basso soprattutto per un tessuto produttivo costituito in larga parte da PMI. Per questo Fratelli d’Italia propone di istituire un Fondo regionale per la Contrattazione di qualità, utilizzare risorse del FSE+ e del Programma GOL, e creare una Cabina di regia regionale che accompagni i territori nella costruzione di accordi virtuosi su welfare, premi di risultato, formazione, stabilizzazione e benefit legati alla qualità della vita dei lavoratori.

«Stiamo avviando un percorso con le parti sociali e l’assessorato per identificare azioni concrete di contrasto al caro vita, attraverso strumenti innovativi e politiche retributive efficaci», ha dichiarato Garavaglia. «In un contesto dove l’occupazione cresce, ma i giovani faticano a costruirsi una vita autonoma per stipendi bassi e affitti insostenibili, dobbiamo rafforzare gli strumenti che aiutano davvero le persone, le famiglie e le imprese».

La proposta – illustrata oggi in conferenza stampa – individua tre direttrici d’azione principali:

1.             Promuovere la cultura della contrattazione decentrata;

2.             Offrire supporto tecnico alle PMI;

3.             Definire principi guida per orientare accordi virtuosi.

Fratelli d’Italia chiede che Regione Lombardia assuma un ruolo di regista e facilitatore, valorizzando l’esperienza degli attori locali e favorendo il dialogo tra mondo produttivo, scuola e università. «Solo così – ha concluso Garavaglia – potremo restituire senso e valore alla parola “lavoro”, per una Lombardia che riconosca il merito, trattenga il talento e renda il futuro un’opportunità concreta».

L’Assessore regionale Simona Tironi ha dichiarato: «Le sfide che stiamo affrontando richiedono risposte concrete per garantire occupazione stabile e sostenere le imprese in tutti i settori, affinché restino competitive nel mercato del lavoro. Due sono le direttrici su cui stiamo lavorando: da un lato il potenziamento delle competenze, dall’altro il contrasto alla carenza di personale in un contesto di disoccupazione ai minimi storici. Regione Lombardia ha messo in campo iniziative come i 50 milioni di euro – in collaborazione con Fondazione Cariplo e Intesa San Paolo – per offrire nuove opportunità a giovani e imprese, e misure come “Lombardia per le donne”, che prevede un contributo fino a 400 euro al mese per sostenere le spese di babysitter o caregiver. In questo contesto, la contrattazione di secondo livello rappresenta uno strumento importante, da affrontare insieme, in modo condiviso come ogni nostra misura che passa dalla Sottocommissione. Regione Lombardia è disponibile a lavorare in questa direzione».

Come ha sottolineato il consigliere Matteo Forte, «l’obiettivo è arrivare a una proposta condivisa con tutte le parti in causa. Questa iniziativa si inserisce nel solco dell’azione storica della nostra coalizione, in particolare in Lombardia e penso al Patto Milano Lavoro della prima giunta Albertini, cui diede un contributo significativo Marco Biagi. La contrattazione territoriale, rispetto a norme calate dall’alto come il salario minimo per legge, può offrire risposte più efficaci e aderenti alle esigenze reali dei territori. Serve unire le forze: istituzioni, parti sociali e associazioni di categoria devono lavorare insieme, secondo quel principio di sussidiarietà affermato nel nostro Statuto. Pensiamo, ad esempio, al tema degli alloggi: è un problema che possiamo affrontare anche attraverso strumenti contrattuali costruiti con chi vive le relazioni industriali e il territorio. Parliamo anche di qualità dei contratti, partecipazione dei lavoratori, emersione del lavoro irregolare, gestione delle crisi aziendali, investimenti: tutte sfide che possono essere gestite meglio attraverso uno strumento che valorizza la sussidiarietà e il coinvolgimento diretto delle parti».

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