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Sea: il Pd fa autocritica

Sulla mancata quotazione in Borsa della società aeroportuale Sea, già ieri il consigliere comunale del Pd, Roberto Biscardini, aveva reagito alle accuse di Pisapia contro l’opposizione in questo modo: “Non può essere che è sempre colpa di qualcun altro. Prima si vende a F2i – che detiene il 29.6% della società a seguito di un’asta che l’ha vista concorrente unica con una proposta di un euro in più dalla base d’asta, nda – e poi si incomincia a sparare sul socio privato. Poi si quota la società in Borsa e adesso é colpa di qualcun altro se c’è il flop. Non può funzionare così. La figuraccia piaccia o non piaccia sul caso Sea la fa il Comune e nessun altro.”
Oggi rincara la dose Carmela Rozza, capogruppo Pd in Comune di Milano, in un’intervista ad Affaritaliani.it: “Se un errore c’è stato, è stato mio, visto che ho scelto di non rompere la maggioranza sulla delibera che metteva a bando il 30 per cento. L’errore è stato là“.

Il fatto che 15 giorni di roadshow tra Europa ed Usa non siano bastati per trovare e convincere abbastanza acquirenti sui mercati finanziari della società aeroportuale che gestisce Linate e Malpensa, va inserito nel contesto ricordato e descritto proprio dagli esponenti del Pd: ma chi avrebbe dovuto acquistare quote di una società bicefala, in cui privato e pubblico litigano perché non concordi sulla strategia borsistica e, oltretutto, per quanto riguarda il primo ci sono forti perplessità circa l’operazione che l’ha portato a detenere il 29,6% della proprietà (operazione su cui la magistratura milanese ha aperto un’inchiesta)?

Come se non bastasse il tentativo di quotazione in borsa è avvenuto nel momento meno consigliato. Come nota di colore, mi piace ricordare l’incipit del mio intervento in aula quando, il 26 settembre scorso, discutemmo la delibera per la ripresa del processo di quotazione delle azioni ordinarie della società. Mi rivolsi a Pisapia così: “Approfitto della presenza del Sindaco per dargli una notizia, chiunque sia dotato di un Ipad o di un computer portatile, può aprire la prima pagina del sito del Corriere e leggere: ‘Borse in forte calo, Milano a meno 3,3 per cento, in Europa bruciati 133,6 miliardi’“. Questo avveniva la sera stessa in cui il Consiglio comunale decise di intraprendere quella strada che ora è sbarrata dallo scetticismo dei mercati finanziari. 

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