(ANSA) – MILANO, 18 SET – Continua lo scontro in Lombardia tra maggioranza e opposizione sul fine vita, dopo che nelle commissioni regionali Sanità e Affari istituzionali è cominciato l’iter di discussione della proposta di legge del comitato ‘Liberi Subito’. Secondo FdI il tema “non può vedere un intervento normativo regionale, ma va eventualmente posto e regolato da una legge nazionale, per evitare differenziazioni di trattamento tra differenti Regioni” come spiegano i presidenti delle due commissioni Patrizia Baffi e Matteo Forte. I lavori delle due commissioni continueranno con le audizioni. Intanto nella seduta congiunta di oggi è stata illustrata la scheda per l’istruttoria legislativa a cura del Servizio Studi. Un documento, secondo gli esponenti di FdI, che “ammonisce sul possibile scivolamento del legislatore regionale nelle materie dell’ordinamento civile e penale, che sono di esclusiva competenza statale”.
Parole “fuorvianti” secondo la consigliera regionale del Pd Carmela Rozza: “L’ammissibilità della proposta di legge di iniziativa popolare è già stata definita dall’ufficio di presidenza a suo tempo e ora le commissioni hanno il dovere di portare il testo in Aula senza scorciatoie o forzature regolamentari” commenta l’esponente dem che invita FdI a “confrontarsi nel merito della proposta, anziché nascondersi
dietro un parere tecnico”.
“Non passa giorno in cui il centrodestra lombardo non invochi maggiore autonomia. Trovo singolare che, nel momento in cui è chiamato a confrontarsi sui di un tema così sentito dai cittadini, finisca per nascondersi dietro lo Stato” aggiunge il capogruppo del M5s Lombardia Nicola Di Marco. “Nel merito – sottolinea Di Marco – il Consiglio regionale non deve infatti esprimersi sul fine vita, che sappiamo tutti essere competenza statale, ma tempi di risposta certi per chi si trova nelle condizioni per cui la Corte costituzionale ha riconosciuto il diritto al suicidio medicalmente assistito”.