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Una pagina importante. Ma occorre di più

Con la visita del Presidente Napolitano a San Vittore si scrive sicuramente una pagina importante della vita civile del nostro Paese. San Vittore, infatti, è paradigmatico del problema atavico del sovraffollamento delle carceri che l’Italia vive da anni; essendo quella una casa circondariale, e non un istituto di pena, accoglie i detenuti in attesa di giudizio. Nella sola Lombardia, su un totale di 9.419 carcerati, essi sono 3.861. Nel Paese, invece, su una popolazione carceraria di 66.335, i “tecnicamente innocenti” sono 26.231. Questo dice che non c’è solo un problema carceri, ma anche un problema giustizia. I dati sui detenuti in attesa di giustizia parlano almeno di due fattori che chiedono un ripensamento: l’uso della custodia cautelare e i tempi processuali, per i quali nel solo 2011 ben 8 sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) hanno condannato l’Italia per la violazione del diritto ad un equo processo.

Per parte mia  sono orgoglioso di aver presentato e votato in Consiglio comunale un emendamento recepito dal Piano di Zona della città di Milano, con cui il Comune accoglie il Protocollo d’intesa firmato il 20 giugno scorso tra il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (DAP) e l’ANCI. In esso si  afferma la necessità che l’Amministrazione si faccia promotrice presso altri enti pubblici (come Asl e Camera di Commercio), ed eventuali associazioni di categoria, di un Accordo quadro che faccia una ricognizione ed un monitoraggio di tutti i lavori che possono essere svolti da detenuti, nell’ottica poi anche di agevolare le deliberazioni della Magistratura di Sorveglianza in relazione all’ammissione dei condannati in via definitiva a misure alternative alla detenzione. A tal proposito ho da poco depositato una interrogazione alla Giunta per chiedere se e come abbia dato seguito a quella deliberazione del Consiglio comunale.

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