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Zero Imu su case a pazienti in cura a Milano

Nella serata di oggi il Consiglio comunale di Milano ha approvato un mio Ordine del giorno collegato al bilancio, che impegna la Giunta a valutare un regime agevolato Imu per i proprietari di immobili in comodato d’uso ad associazioni che ospitano i pazienti, o loro parenti, provenienti da altre regioni e in cura nel sistema ospedaliero milanese. È un Odg, quindi si tratta di un’indicazione che la Giunta deve fare sua. Non si tratta di una modifica all’Imu e alle sue aliquote, sia chiaro. Tuttavia è stato votato perché l’assessore al Bilancio si è impegnato a studiare la materia e anche a verificare quanti sono a Milano gli immobili di privati, persone fisiche, che hanno questa destinazione.
Infatti ad oggi il contratto di comodato gratuito non prevede una locazione a mercato libero, né a canone concordato, poiché essendo “gratuito” non comporta alcun compenso e, di conseguenza, nessuna aliquota ridotta come per esempio avviene per altri casi. L’attività assistenziale per la quale sono già applicate generali aliquote ridotte previste per le locazioni a mercato libero (1,04%) o a canone concordato (0,73%), comporta comunque la stipulazione di un contratto di affitto. È invece possibile la piena esenzione qualora il possessore sia un ente non commerciale (associazioni, fondazioni, enti no profit, ecc.) le cui finalità statutarie rientrino nel caso proposto e il bene sia utilizzato con modalità non commerciali, ossia concesso a titolo gratuito o dietro compenso di natura meramente simbolica.
Attualmente, quindi, a fronte di un immobile destinato a un servizio sociale come l’ospitalità offerta da associazioni a pazienti e loro familiari in cura nella nostra città e con guadagni pari a zero, non viene riconosciuto alcuna agevolazione, né esenzione Imu. Potrebbe essere invece un bel riconoscimento del valore di un’opera che risponde alla migrazione sanitaria.

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