Lunedì 16 a Milano non si è pagato l’acconto Tasi. Semplicemente perché non abbiamo ancora votato la delibera sulla Iuc, la nuova imposta comunale comprensiva di Tasi, Imu sugli immobili differenti dall’abitazione e di Tari (la vacchia Tares). Ne stiamo parlando ad un mese dal secondo Rapporto sulla fiscalità locale di Assolombarda. Un’indagine che ha preso in considerazione 86 Comuni delle province di Milano, Lodi, Monza e Brianza, dove risiede l’81% della popolazione locale, l’87% delle imprese associate ad Assolombarda e l’87% delle imprese operanti sul territorio. Un ufficio tipo a Milano ha pagato al Comune, al netto di addizionale Irpef e oneri di urbanizzazione, un totale di 16.571 euro di imposte contro i 14. 900 del 2012. Un capannone invece 58.516 euro contro i 55.061 dell’anno precedente. Milano risulta quindi al primo posto per tasse pagate nel 2013.
L’allarme dell’associazione degli industriali viene lanciato a fronte di un anno in cui le entrate Imu – Tares dell’amministrazione comunale, cioè il corrispettivo di quello che stiamo andando a deliberare a Palazzo Marino, erano complessivamente di 894.450.000 euro. Oggi la Iuc prevede 1.065.000.000 euro di entrate. Immaginiamo cosa potranno scrivere i redattori del prossimo Rapporto di Assolombada se già oggi scrivono: «il carico impositivo fiscale, sia a livello nazionale sia a livello locale, ha raggiunto picchi e forme che frenano lo sviluppo delle imprese e spesso ne compromettono la stessa sopravvivenza. Una decisa inversione di tendenza va promossa in modo forte».
E non si può continuare a dire, come fanno Assessori e Sindaco, che “il Comune non può nulla, è tutta colpa dello Stato”. Lo dice anche un esponente del Pd come Carlo Monguzzi su la Repubblica del 17 giugno. Si lamenta il consigliere con la Giunta: «Vorremmo esercitare il nostro diritto a discutere dei problemi per il quale abbiamo avuto il mandato dai cittadini. Ad esempio: lo 0,8 per mille in più sulla Tasi io credo sia sbagliato, serve per coprire quelli che prima non pagavano l’Imu ma basterebbero 30 milioni e gli altri 50 si possono risparmiare».