Milano, 7 luglio 2026 – “Il clima non è né di sinistra né di destra: riguarda tutti. Per questo è sbagliato trasformare un tema serio, come l’emergenza caldo, nell’ennesimo terreno di scontro ideologico, accusando la maggioranza di negazionismo, come ha fatto il consigliere Majorino. È un’impostazione che non aiuta il confronto, non tutela i cittadini e non produce soluzioni efficaci”. Lo afferma Matteo Forte, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, intervenendo in Consiglio regionale nel dibattito sulla mozione relativa alle misure per fronteggiare l’emergenza climatica estiva in Lombardia.
“Su temi complessi come caldo estremo, gestione idrica, energia, servizi, lavoro e tutela delle persone più fragili – sottolinea Forte – dobbiamo affidarci ai dati, alla scienza e alla climatologia, non alla meteorologia, usata come strumento di propaganda quotidiana. Confondere il presente (le previsioni meteo) con la prospettiva di lungo periodo (i cambiamenti climatici) significa ridurre un problema strutturale a uno slogan politico”.
Secondo Forte, Regione Lombardia sta già mettendo in campo interventi importanti: “Lo ammette la stessa mozione presentata dalla sinistra, in cui menziona tra gli altri i Piani Caldo delle ATS e l’ordinanza n. 48 firmata lo scorso 9 giugno dal Presidente Fontana, con cui vieta le attività lavorative all’aperto nei settori agricolo, florovivaistico, edile e lapideo/cave, nella fascia oraria dalle 12:30 alle 16:00, e l’accordo quinquennale con Terna per meglio monitorare i picchi di consumo energetico durante le ondate di calore. Questo non significa che non si possa fare di più – osserva Forte – ma occorre partire da ciò che rientra concretamente nelle competenze di un ente regionale. Molti problemi richiamati nella mozione riguardano direttamente città, province, gestori dei servizi o altri livelli istituzionali. Pensiamo, ad esempio, all’installazione di climatizzatori nelle scuole, i cui edifici però sono di proprietà di comuni e città metropolitana. O alla gestione urbana delle isole di calore: Regione può accompagnare e sostenere interventi degli enti locali, ma non può essere caricata di responsabilità che spettano in prima battuta ad altri soggetti”.
“A tal proposito, come non ricordare l’iniziativa ForestaMI, con cui il Comune di Milano vuole piantare 3 milioni di nuovi alberi entro il 2030. Regione Lombardia ed Ersaf hanno aderito e prestato le proprie competenze, ma se il 20% delle piante nei primi anni sono morte, è stato per l’incuria di Palazzo Marino e del soggetto titolare dell’appalto del verde”.
“Serve metodo, serve visione, serve capacità di distinguere ciò che è immediatamente applicabile da ciò che richiede programmazione, risorse e tempi adeguati. Non possiamo affrontare problemi epocali lanciando moniti, divieti o richieste severe senza verificare se siano davvero applicabili e sostenibili”, aggiunge il consigliere regionale. “Proporre, per esempio, i tetti freddi (i cosiddetti cool roofs) non tiene conto delle criticità, ovvero che la capacità di non accumulare calore richiede nei mesi invernali un maggior uso dei sistemi di riscaldamento negli edifici, con tutto ciò che comporta in termini energetici e anche di inquinamento”.
“Regione Lombardia deve continuare a fare la propria parte con pragmatismo, senza disinteressarsi di nessun fronte aperto, ma anche senza cadere nella trappola della polemica permanente. L’emergenza caldo richiede serietà, collaborazione istituzionale e soluzioni concrete. Basta ideologia: lavoriamo insieme su misure utili, proporzionate e realmente attuabili. Gridare ‘fate presto!’ ha più a che fare con il millenarismo, che non con la volontà di decisione politica“, chiude il consigliere Forte.