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Fine vita, il vademecum delle polemiche

Il Pirellone si divide sul documento della sanità, Forte: errore politico. Majorino: serve una proposta di legge. La reazione – Non manca un attacco all’assessore Bertolaso di Dozio (FI): il Consiglio si è già espresso.

di Sara Bettoni, su il Corriere della sera – ed. Milano del 13 maggio 2026.

Anche se è stato preventivamente illustrato ai capigruppo di maggioranza, il documento dell’assessorato al Welfare con gli indirizzi operativi per gestire le richieste di fine vita viene contestato da una parte del centrodestra al Pirellone. E offre l’occasione alle opposizioni per chiedere una legge regionale. Matteo Forte, consigliere di Fratelli d’Italia, parla di «errore anche politico». Ricorda che «manca una legge nazionale e quindi si rischia di fare fughe in avanti. Ma soprattutto di creare una disparità di trattamento all’interno dello stesso territorio nazionale». Dal punto di vista politico, il testo sarebbe sbagliato perché «il Consiglio regionale si è già espresso nel novembre 2024 in modo chiaro votando la pregiudiziale di costituzionalità sulla proposta di legge dell’associazione Luca Coscioni». La pdl venne ritenuta di competenza nazionale e quindi l’aula non trattò il tema. Sulla stessa linea il forzista Jacopo Dozio. «Bertolaso si pone al di sopra del Consiglio che, sul merito, aveva ritenuto che non fosse competenza regionale legiferare». Va però ricordato che altri azzurri, tra cui Giulio Gallera e alcuni giovani, stanno raccogliendo firme con l’associazione Coscioni proprio per una legge lombarda.
Anche una parte della Lega ributta la palla a Roma. Una nota firmata dal capogruppo Alessandro Corbetta e altri cinque compagni di partito (ma il gruppo in totale ne conta 14) recita: «Prendiamo atto del percorso tecnico avviato dalla Regione, ma riteniamo che, dopo le sentenze della Corte Costituzionale, sia ormai indispensabile un intervento legislativo nazionale».
Dall’altra parte della barricata, il Pd con Pierfrancesco Majorino chiede «una proposta di legge da mandare al Parlamento o una legge regionale». Per Paola Pizzighini (M5s) gli indirizzi dell’assessorato «potrebbero rappresentare un passo in avanti, non sufficiente però se sul tema la maggioranza resta divisa. Il M5s ribadisce la necessità di normare urgentemente la materia». Secondo Marco
Cappato, tesoriere dell’associazione Coscioni, l’atto di Bertolaso «è la conferma di quello che ha detto la Consulta: è competenza delle Regioni decidere gli strumenti per rispondere alle richieste di morte volontaria». Ma resta il problema che, non trattandosi di una legge, non ha valore vincolante. Una svolta potrebbe arrivare nei prossimi mesi, visto che ieri il Senato ha calendarizzato la discussione della norma sul fine vita: si va al 3 giugno. (s. bet.)

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