CATEGORIE NEWS

Perché mi candido

«Il desiderio è l’unico motore che muove il mondo» cantava Giorgio Gaber, un milanese doc. La ricchezza di Milano sta proprio qui: nella creatività e operosità della sua gente. Il compito della politica è quello di valorizzarle.

Ciò che nasce dal basso non è una potenziale minaccia all’ordine o all’etica pubblica, ma l’apporto indispensabile al bene comune. Questa è l’esperienza che ho vissuto fin dagli anni del liceo e dell’università: partendo dalla curiosità e dal desiderio di conoscere, mi sono impegnato nell’organizzazione di incontri, mostre, convegni, seminari, in iniziative di condivisione e di solidarietà, collaborando con studenti, professori e istituzioni.

Nel nostro Paese sembra di vedere i segni di una stanchezza, di una disillusione che blocca l’iniziativa, smorza l’impeto creativo: è un rischio che stiamo correndo tutti. Il Rapporto Censis 2010 ha ben fotografato la situazione. Diceva: «siamo una società pericolosamente segnata dal vuoto».

È vero: le prospettive di lavoro e di sviluppo, la sicurezza, la convivenza nelle mutate condizioni sociali e le difficoltà delle famiglie sembrano essere problemi insormontabili. Ma io sono testimone di una generazione di giovani che non ha perso uno slancio ideale e che vuole rischiare, che ha il desiderio e il gusto di costruire, senza paura dell’impegno e del sacrificio.

Per questo ho deciso di implicarmi in prima persona: perché la nostra città continui a difendere e sostenere tutti quei tentativi di risposta positiva alle urgenze del tempo che stiamo vivendo.

Condividi articolo:

Potrebbe interessarti anche: