Milano, 27 gennaio 2026 – La Lombardia dichiara guerra alla formazione “sulla carta” e punta sulla trasparenza digitale per elevare gli standard di sicurezza nei luoghi di lavoro. Con l’approvazione del Progetto di Legge n. 132, la Regione introduce un sistema di controllo rigoroso che mette fine all’era degli attestati facili, garantendo che ogni ora di addestramento corrisponda a un reale accrescimento delle competenze per i lavoratori.
I consiglieri regionali di Fratelli d’Italia sottolineano l’importanza di questo passaggio normativo: “La sicurezza non può essere un semplice adempimento burocratico. Per troppo tempo il mercato della formazione è stato inquinato da soggetti poco trasparenti. Con questa legge istituiamo un Elenco regionale dei soggetti formatori: solo chi possiede requisiti certi di esperienza e onorabilità potrà operare sul nostro territorio”.
Il fulcro della riforma è la nuova piattaforma informatica regionale: ogni corso dovrà essere comunicato preventivamente, con calendari e registri degli allievi inseriti nel sistema in tempo reale. Gli attestati non saranno più validi se non generati direttamente dal portale regionale, rendendo impossibile la falsificazione dei documenti o la rendicontazione di ore mai effettuate.
“Le sanzioni previste sono un deterrente fondamentale”, proseguono gli eletti di FdI. “Chi eroga formazione senza essere iscritto all’albo rischia multe fino a 30.000 euro. Non vogliamo colpire chi lavora bene, ma eliminare chi specula sulla pelle dei lavoratori. Parallelamente, abbiamo previsto lo stanziamento di 800mila euro annui per potenziare le attività ispettive delle ATS e finanziare campagne di sensibilizzazione sulla cultura della prevenzione”.
“Questo provvedimento è un atto di rispetto verso le imprese serie e verso tutti i dipendenti lombardi”, concludono gli esponenti di Fratelli d’Italia. “Assicurare che la formazione sia autentica e di qualità significa investire direttamente sulla riduzione degli infortuni e delle malattie professionali. La Lombardia conferma la sua leadership nazionale nelle politiche di tutela del lavoro”.