Anche Pd e M5S votano la mozione della Lega che chiede più autonomia per la città. Corbetta: «Noi favorevoli da sempre. Rafforzare il capoluogo aiuterà la Lombardia».
di Fabio Rubini, Libero-Milano, mercoledì 14 gennaio 2026.
Il 2026 in Regione Lombardia si apre con una buona notizia: in molti e non solo a sinistra si sono scoperti autonomisti. Merito della mozione presentata dalla Lega per dare forza al progetto che dovrà assegnare poteri speciali a Milano, sul modello di quanto accaduto a Roma Capitale.
Quello che doveva essere un semplice indirizzo politico da inviare alla giunta regionale per fare “pressione” su governo nazionale e Parlamento, si è invece trasformato in una potenziale occasione di buona politica. Sì, perché nei giorni precedenti il Consiglio le delegazioni di opposizione e maggioranza si sono incontrate e confrontate per studiare un percorso condiviso. Trovandolo. In sostanza la mozione depositata dalla Lega (per dare forza al disegno di legge presentato in Parlamento dal capogruppo al Senato Massimiliano Romeo) è stata modificata per consentire l’avvio di un percorso di approfondimento nelle due Commissioni competenti: quella Affari istituzionali ed Enti locali presieduta da Matteo Forte (Fdi) e quella speciale che si occupa di Autonomia e riordino autonomie locali che ha a capo il leghista Giovanni Malanchini.
Come accade sempre in questi casi i consiglieri potranno chiamare a discutere della questione i soggetti istituzionali (Comune di Milano e Città Me-tropolitana), associazioni di categoria e le parti sociali. Insomma nella peggiore delle ipotesi la politica sarà “costretta” a ragionare su un tema d’attualità come quello dell’autonomia degli enti locali.
Al termine di questo percorso l’intenzione è quella di trasmettere a Roma un vero e proprio progetto che possa integrare la discussione sia sui poteri speciali a Milano, sia quella sul federalismo fiscale che dovrà essere approvato presto per non perdere l’ultima tranche dei fondi Pnrr.
Per il capogruppo della Lega (e primo firmatario) Alessandro Corbetta: «Con l’approvazione unanime della mozione della Lega si avvia un percorso bipartisan in Consiglio regionale per arrivare a una proposta condivisa sui poteri speciali da attribuire a Milano, città che per dimensione e ruolo europeo merita strumenti all’altezza delle sfide che affronta. Una sfida lanciata dal segretario della Lega Lombarda Massimiliano Romeo con una legge depositata al Senato e che oggi trova adesione anche al Pirellone, con l’avvio di un tavolo di lavoro tra le forze politiche di maggioranza e opposizione». E ancora: «Per la Lega l’assetto dello Stato deve essere di tipo federale, con una Lombardia autonoma e una Milano città speciale. La Lega – chiude Corbetta – è autonomista sempre. Avere il sì del Pd è certamente un punto a favore della discussione, anche perché recentemente ha dimostrato di riscoprire l’autonomia solo quando gli conviene e solo dove governa, pur restando contrario a quella lombarda. Rafforzare Milano significa rafforzare la Lombardia e l’Italia».
Per Fratelli d’Italia la riforma dello status di Milano deve garantire due requisiti. Il primo, spiegano i consiglieri Matteo Forte e Marco Bestetti sussidiarietà e autonomia finanziaria.
«I poteri speciali non possono essere la riproposizione in piccolo di quelli centrali. L’autonomia va letta attraverso il principio di sussidiarietà». La seconda condizione riguarda le risorse.
«Il ragionamento sui nuovi assetti deve camminare di pari passo con la riforma fiscale. Senza autonomia di entrate, l’autonomia istituzionale resta monca». Pietro Bussolati (Pd) ha ricordato come «iniziative di questo genere possono riavvicinare gli elettori alla politica».