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20220718_165335(MIANEWS) Milano, 18 LUG – “L’attività istruttoria e di audizione è quella tipica delle Commissioni consiliari. L’aula è il luogo della rappresentanza politica e dove è bene che si sviluppi il confronto e il dibattito democratico tra coloro che sono stati legittimati dal voto dei cittadini”. Lo dichiara il capogruppo di Milano Popolare a Palazzo Marino Matteo Forte.
“Sia chiaro: l’esperienza e l’attività investigativa della dottoressa Alessandra Dolci può e deve essere utile anche a quella dell’amministrazione e del Consiglio comunale, ma per tutto questo esistono i luoghi e le forme opportune. Il Consiglio comunale non è un seminario accademico, né il luogo di approfondimento e studio delle più svariate tematiche che possono interessare la città. Il Consiglio è invece il luogo della deliberazione a seguito della fase dialettica (se si arriva ad una sintesi) o dialogica (qualora non ci fossero intese) quali parti integranti del confronto democratico. Punto. – prosegue Forte – Si possono anche tollerare eccezioni. In passato abbiamo avuto in via del tutto eccezionale figure religiose come il Dalai Lama e il vescovo di Milano, anche se in un caso si è trattato di un mero saluto rivolto da un’alta autorità morale all’assemblea e nel secondo di un intervento seguito da un dibattito in cui ognuno è stato libero di esporre le proprie valutazioni senza aver preventivamente concordato alcunché. Tuttavia parliamo sempre di eccezioni. Da ottobre scorso tra interventi di parlamentari sul bilancio di Palazzo Marino e girandole di sedute congiunte nei municipi, credo che si sia andati oltre trasformando in una consuetudine l’intervento di chiunque nel corso dei lavori dell’organo politico democraticamente eletto.
Poi – conclude Forte – con l’invito a parlare in una seduta ad hoc rivolto ad un procuratore aggiunto della Procura della Repubblica rientriamo anche nel campo della irritualità e della inopportunità. La dottoressa Dolci è la stessa che ha sviluppato sotto la sua direzione l’inchiesta che vede tuttora coinvolto il Comune e mette sotto la lente d’ingrandimento alcuni appalti. Il rispetto dei ruoli e la distinzione per competenza e diritto dei poteri è il presupposto del buon funzionamento delle istituzioni democratiche: questo sarebbe anche il miglior modo per ricordare i trent’anni dalla strage di via D’Amelio“.

Matteo Forte

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