CATEGORIE NEWS

Arriva il PGS. Manca lo sviluppo

Dopo mesi di latitanza l’inizio dell’anno ci “regala” il Piano Generale di Sviluppo (PGS) della Giunta Pisapia. Leggendo le 22 paginette scaricabili dal sito del Comune, si nota che non c’é nulla di diverso dal programma elettorale del Sindaco. Di per sé questo non sarebbe un problema dal punto di vista dei principi cui esso si ispira. Lo diventa perché al di là degli slogan l’atto amministrativo non presenta dei contenuti programmatici puntuali per l’azione di governo della città da qui al 2016.

Come al solito siamo di fronte alle vuote parole “concilianti” della sinistra. “Concilianti” verso tutti, ma soprattutto verso le diverse componenti della maggioranza. E così il riconoscimento delle unioni civili e omosessuali scompare in una generica promozione del «principio delle pari opportunità e del valore delle differenze, contrastando le discriminazioni, anche attraverso azioni che eliminino ostacoli e divari nell’erogazione dei servizi», come scritto a pagina 15.

Non una parola sull’aumento di tasse e tariffe, che non é un’illazione delle opposizioni, ma un fatto dopo l’aumento del biglietto del tram, della Cosap e l’istituzione dell’addizionale. Non é dato sapere di che morte dovremo morire. Eppure in questo lungo tempo d’attesa per il PGS si sperava che qualcuno nella maggioranza si fosse informato su cosa fare. Magari leggendo il rapporto del neo ministro Giarda che recita a pag. 55: «le imposte elevate e la struttura del prelievo possono scoraggiare l’attività economica» e, dopo aver considerato che «l’amministrazione locale gestisce circa il 50 per cento della spesa pubblica complessiva diversa da pensioni e interessi sul debito», aggiunge che «é utile interrogarsi se parti delle attività oggi svolte dal settore pubblico che siano finanziate con forme di prelievo coattivo (tributi di vario genere) possano essere affidate a decisioni e gestione da parte di strutture non pubbliche». In tal senso manca ogni riferimento ad una possibile politica di liberalizzazione di servizi locali, come il trasporto pubblico, tra l’altro sempre più condizionato dai tagli dei trasferimenti statali.

Per rimanere in tema di sviluppo risulta poi davvero stucchevole la parte relativa al Piano di Governo del Territorio. In essa ci si vanta della “revoca” di quello approvato dalla precedente Giunta e ci si limita a pagina 6 ad indicare un futuro quanto impreciso «rafforzamento della città pubblica attraverso la rivisitazione del Piano dei Servizi».
Il Piano dei Servizi del centrodestra conteneva un’idea rivoluzionaria. Portando l’indice di edificabilità da 0,65 metri cubi costruibili per ogni metro quadro a 1, si impegnavano gli operatori immobiliari a destinare totalmente lo 0,35 in più ad alloggi di edilizia convenzionata, bloccando così il prezzo delle aree. L’amministrazione chiedeva servizi, case a basso prezzo e generava le condizioni per farlo.

L’unico scenario che questo PGS non lascia indefinito é quello di un futuro non certo per la città di Milano. Sia dal punto di vista della crescita. Sia dal punto di vista della sostenibilità dei conti pubblici.

Condividi articolo:

Potrebbe interessarti anche: