Dopo il sì del Veneto, molti fronti in movimento.
di F.O., Avvenire – 17 settembre 2026
È come se l’approvazione della legge sul suicidio assistito in Veneto, il 2 settembre, avesse tolto un tappo: quasi ogni giorno da qualche Regione arriva la notizia di una proposta o una iniziativa per arrivare allo stesso risultato.
Con la Chiesa che fa sentire la sua voce – negli ultimi giorni da Triveneto e Puglia – per tenere il punto sulla custodia della vita. Il fronte più caldo è la Lombardia, con la divisione nella maggioranza – come in Veneto – che ha assunto i toni dello scontro. Contro le linee guida regionali varate a fine agosto dall’assessore al Welfare Guido Bertolaso, che oggi regolano la procedura, sono scesi in campo i consiglieri di Fratelli d’Italia, con Matteo Forte che ha chiesto il ritiro di un documento oggetto di una «decisione presa assolutamente in modo individuale». leri in Regione l’Associazione Luca Coscioni ha depositato 17mila firme per una legge di iniziativa popolare. La Regione più vicina ad aggiungersi a Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna e Veneto con una propria legge è però l’Umbria, dove il varo è annunciato entro settembre. E se nelle Marche la proposta è appena stata iscritta all’ordine del giorno del Consiglio regionale, in Piemonte si annuncia per il 22 settembre il deposito delle 14mila firme raccolte sempre dalla “Coscioni”. La Provincia di Trento ha appena concluso le audizioni in commissione, mentre in Puglia a presentare un progetto sono state Lega e Forza Italia, partito quest’ultimo che ha preso l’iniziativa anche in Sicilia. Un attivismo che solleva domande sulla linea forzista in materia. Per rispondere torniamo in Veneto: «La linea adottata – spiegano Alberto Bozza ed Elisa Venturini, capogruppo e assessore regionale per Fl – è stata quella di lasciare libertà di coscienza ai consiglieri, evitando di trasformare una materia così delicata, che tocca profondamente la sfera personale e le convinzioni etiche di ciascuno, in una contrapposizione politica vincolante. All’interno di questa libertà di coscienza, due dei tre consiglieri regionali di Forza Italia si sono astenuti perché non favorevoli al provvedimento. Solo un consigliere si è espresso a favore. Forza Italia ha scelto di non schierarsi a favore della legge e di mantenere un atteggiamento di astensione, nel rispetto della libertà di coscienza. Questa scelta è coerente con i valori cattolici e liberali nei quali Fl si riconosce e nei quali anche personalmente ci riconosciamo. La tutela della libertà individuale non può essere disgiunta dalla tutela della vita, della dignità della persona e delle condizioni concrete nelle quali una scelta viene compiuta».