Milano, 27 ottobre 2026 – La Lombardia racconta la propria storia anche attraverso i paesaggi agricoli, le tradizioni rurali e i saperi tramandati di generazione in generazione. Un patrimonio che ha plasmato il volto della regione e continua a rappresentare una risorsa per il futuro. Prima regione italiana per valore della produzione agricola, la Lombardia esprime un primato che va oltre i risultati economici: dietro la forza delle sue imprese e filiere vive un’eredità fatta di conoscenze, cultura del lavoro e legami profondi tra uomo e ambiente.
“L’agricoltura è un patrimonio di conoscenze, consuetudini, paesaggi e relazioni che attraversa le generazioni e contribuisce a definire la storia della Lombardia. La transumanza, l’alpeggio, le malghe, i prati stabili e le marcite raccontano una civiltà del lavoro che ha plasmato i nostri territori e che merita di essere custodita e trasmessa alle nuove generazioni”, dichiara Matteo Forte, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, presidente della commissione Affari Istituzionali e relatore del Testo unico in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale, approvato dal Consiglio regionale nella seduta di oggi, martedì 27 ottobre.
Il provvedimento riunisce la legislazione regionale di settore in un quadro organico, rendendola più chiara e accessibile, nel rispetto dei principi di semplicità e qualità normativa sanciti dallo Statuto d’autonomia. Un riordino che restituisce una visione complessiva del mondo rurale e del suo ruolo nella società lombarda. “Con questo quarto TU – sottolinea Forte – abbiamo abrogato 30 leggi regionali, arrivando a contarne 546 attualmente in vigore. La Lombardia è così la regione italiana con il minor numero di norme”.
Nel Testo unico confluiscono le disposizioni dedicate alla tutela del pastoralismo, dell’alpeggio e della transumanza, alla salvaguardia del paesaggio della pianura lombarda e dei prati stabili, all’agricoltura sociale, agli orti e ai distretti del cibo.
“Una tradizione non è qualcosa da conservare sotto una campana di vetro: è un’eredità viva, che continua a generare valore quando trova le condizioni per essere praticata e trasmessa. Le attività agricole tradizionali mantengono vivi paesaggi, saperi e forme di relazione con la natura che appartengono alla nostra storia. Perdere queste conoscenze significherebbe cancellare una parte importante della memoria collettiva lombarda”, prosegue il presidente Forte.
In questa prospettiva assume rilevanza anche il riconoscimento del suolo come bene comune, per le sue funzioni produttive, ambientali e paesaggistiche. La campagna è una componente essenziale dell’equilibrio territoriale e della salvaguardia delle risorse naturali.
Una visione che si inserisce nel percorso portato avanti dal Governo Meloni e dal ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, che hanno posto al centro della propria azione la valorizzazione del settore primario, la tutela delle produzioni e il legame tra agricoltura, cultura nazionale e salvaguardia del territorio.
Già nel 2024, in occasione della Giornata della Terra, Lollobrigida aveva ricordato come le aree interne, curate anche attraverso il lavoro agricolo, “costituiscono il cuore pulsante della nostra identità culturale e della nostra storia”.
“È questa la prospettiva che vogliamo consolidare anche in Lombardia. Le radici non sono un ostacolo al cambiamento, ma una risorsa da cui partire per affrontare le sfide del futuro – sottolinea infine Forte –. Una comunità si riconosce anche in ciò che sceglie di custodire e trasmettere. E la Lombardia ha la forza di guardare avanti proprio perché conosce il valore della propria storia”.