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Crisi. Ecco come non lasciare indietro nessuno

Venerdì scorso, in Commissione Politiche Sociali, abbiamo ascoltato i responsabili del Banco Alimentare della Lombardia. L’audizione è stata voluta soprattutto in vista della prossima Giornata Nazionale della Colletta Alimentare che si svolgerà sabato 24 Novembre.

Sono stati illustrati alcuni dati interessanti. Il primo: grazie alla rete SitiCibo costituita dal Banco, con cui si recupera quanto non viene servito da mense aziendali, scuole, hotel, oggi sono ridistribuite dai volontari nelle strutture caritative circa 150 tonnellate di cibo l’anno. Soprattutto pane e frutta. Si tratta di un risultato molto importante, che dovrebbe far riflettere quanti amministrano la città su ciò che ancora è possibile fare, poiché Milano Ristorazione butta eccedenze dalle mense scolsatiche per circa 143 tonnellate ogni 3 settimane. Ovvero quanto, più o meno, SitiCibo recupera in un anno.

Il secondo dato rilevante è quanto la Rete del Banco Alimentare ridistribuisce in un anno sulla città a fronte di poche migliaia di euro di contributi pubblici: 8 milioni e 950 mila euro è il valore totale del cibo consegnato alle 246 strutture ed enti caritative a Milano, che assistono 46.456 persone. A livello regionale, a fronte di una convenzione che prevede contributi per 700mila euro, il Banco Alimentare garantisce a 600 organizzazioni cibo e derrate per un valore complessivo di 20 milioni annui.

Questi dati servono a far riflettere chi, in tempo di crisi economica e ristrettezze finanziarie pubbliche, deve amministrare una comunità. L’ente pubblico non può continuare a pensare di occuparsi di tutto e di rispondere direttamente ai bisogni di ciascuno. Questa politica ci ha portato al dissesto. L’ente pubblico, in un’ottica sussidiaria, deve preoccuparsi di aiutare chi aiuta. Il risultato è un risparmio di denaro di tutti i contribuenti, con l’effetto però di moltiplicare le ricadute a vantaggio dei cittadini.

È un’indicazione di metodo per una politica che non lasci indietro nessuno.

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