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Case popolari: 3 proposte per l’emergenza alloggi

670_400_1_109134_20140519_195836Con la delibera di affidamento degli alloggi popolari di proprietà del Comune di Milano a MM Spa, siamo certamente di fronte ad un passaggio molto importante nella politica abitativa della città. Si tratta della scelta di affidare 28 mila case ad una azienda partecipata altrettanto importante. Una scelta legittima, ma che di fatto segna solamente un passaggio da un gestore pubblico (Aler) ad un altro gestore pubblico (MM). Non siamo di fronte, cioè, ad una riforma di sistema. Non si indicano nel provvedimento soluzioni concrete a quelli che sono i problemi atavici che hanno reso ancora più gravi certe emergenze e certe situazioni nei quartieri e nelle case popolari.

I problemi sono fondamentalmente riconducibili a tre: gli alloggi sfitti, la morosità incolpevole e le occupazioni abusive. A Milano il Comune passa in dote ad MM 3075 alloggi sfitti, perché non sono più in condizioni abitabili, per una oggettiva impossibilità del pubblico a garantire la ristrutturazione e la messa a norma. Se si contano anche quelli ancora gestiti da Aler si sale a circa 9 mila. Ed il rischio è che aumentino nel tempo, perché aumentano le difficoltà finanziare degli enti locali per la gestione dell’edilizia residenziale pubblica. E siccome gli immobili a disposizione diminuiscono, il combinato disposto con una crisi che morde, per cui ci sono sempre più persone che perdono improvvisamente il lavoro e non sono in grado di pagare l’affitto, si creano sempre più situazioni di disagio e – al netto di quelle dell’immobiliare rossa dei centri sociali, che hanno carattere ideologico – aumentano le occupazioni abusive e cresce il numero di chi si fa “giustizia da sé”.

Allora, con alcuni emendamenti ho avanzato l’ipotesi di affidare a soggetti privati gli alloggi sfitti, cedendoli ad un prezzo simbolico/convenzionale, con l’impegno a ristrutturarli a proprie spese per concederli in affitto a prezzi calmierati. Insieme a ciò propongo di coinvolgere nei servizi di facility, come la custodia o la manutenzione del verde, tante realtà del privato sociale, che prestino occasioni di lavoro proprio per quegli inquilini morosi che hanno improvvisamente interrotto il percorso lavorativo. È una proposta di cui, sollecitati da un Ordine del giorno a mia firma, si è già iniziato a parlare in Commissione politiche sociali da qualche mese. Una volta messe in campo risposte di questo tipo, e tolte le scusanti all’abusivismo, occorrerà sviluppare una maggiore collaborazione, magari anche con una convenzione tra MM e la Prefettura di Milano che rievochi il vecchio Patto per Milano Sicura, per prevenire e contrastare l’intollerabile fenomeno delle occupazioni.

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