CATEGORIE NEWS

Dalle nomine al fine vita, scontro totale tra Bertolaso e Fdi in Lombardia

(ANSA) – MILANO, 15 SET – Non sembrano spegnersi le tensioni tra Fratelli d’Italia e l’assessore al Welfare della Lombardia Guido Bertolaso che vanno avanti ormai dall’inizio del mese.
Dopo giorni di attrito sulle nomine della sanità lombarda, con il braccio di ferro sul futuro del Niguarda, con conseguente cambio nella direzione generale del Welfare, del Fatebenefratelli-Sacco e il caso del Pio Albergo Trivulzio, oggi il confronto si è spostato sul delicato tema del fine vita.

Il nodo delle nomine riguarda la richiesta di FdI di rinviare le decisioni sui vertici delle strutture sanitarie alla più ampia tornata prevista nei prossimi mesi. Il caso del Pio Albergo Trivulzio, con il rifiuto dei meloniani alla proroga dell’attuale commissario Francesco Paolo Tronca, ha fatto da detonatore, fino allo scontro di ieri in Giunta, dove alla fine non è stato deciso nulla. Bertolaso rivendica invece un approccio basato sulle competenze e sui curricula dei manager, al riparo dalle valutazioni politiche. Intanto oggi il dissenso tra Bertolaso e Fratelli d’Italia si è spostato sulle linee guida regionali per il suicidio medicalmente assistito, al centro di un’interrogazione di FdI che ne contesta la legittimità e la coerenza con la posizione assunta dal Consiglio regionale nel 2024 sulla competenza statale in materia. Con le linee guida attuali, a fine agosto, è stata gestita la procedura richiesta da Domenico, quarto paziente ad accedere al suicidio assistito in Lombardia e primo a completare il percorso interamente attraverso il Servizio sanitario regionale.

Per il primo firmatario Matteo Forte, la questione è politica: Bertolaso avrebbe assunto autonomamente una posizione diversa da quella espressa dal Consiglio regionale. Da qui la richiesta di ritirare le linee guida. Una contestazione che, precisa Forte, non significa chiedere un passo indietro dell’assessore: “Non è quello che noi chiediamo”, dice, ribadendo però “l’assoluta non condivisione” delle sue scelte. Una posizione netta sul merito, ma che l’assessore alla Sicurezza ed esponente FdI Romano La Russa ridimensiona sul piano dei rapporti: le linee guida “devono assolutamente essere ritirate”, ma con Bertolaso ci sono “su alcune scelte idee diverse”, ma non rapporti “accidentati. L’obiettivo è quello di trovare un accordo, come sempre”. D’altra parte Bertolaso difende il suo lavoro, spiegando di aver voluto mettere ordine e fornire indicazioni alle strutture. “Sono stanco sì, ma non me ne frega niente. Io lavoro per il mio Paese”, dice a margine della seduta. Poi, parlando della possibilità che la sua esperienza in Regione possa finire: “Il presidente mi toglie la delega, votano una mozione di sfiducia… quanto ci vuole? Un minuto per togliermi di torno”. (di Giulia Riedo, ANSA).

Condividi articolo:

Potrebbe interessarti anche: