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FareMilano. La logica vecchia e dirigista di Sala

COMUNE, FARE MILANO: SALA PRESENTA PROGETTI PER CITTÀ - FOTO OMNIMILANO(OMNIMILANO) Milano, 12 DIC – “Già il nome ‘FareMilano’ dice di una impostazione a mio giudizio errata: l’amministrazione ‘fa’ la città. E’ una concezione vecchia e dirigista e alla lunga insostenibile anche economicamente“: è quanto dichiara il capogruppo di Milano Popolare, il consigliere d’opposizione Matteo Forte, in merito alla presentazione dei progetti per la città allo spazio Base Milano.

“La città, infatti, è più ampia del Comune e la ‘fanno’ le relazioni e l’iniziativa libera di chi la abita, non le delibere di giunta. Questo non è solo un errore concettuale – tipico della sinistra – ma ha conseguenze molto concrete: non si attiva energie, ma si basa tutto sulla capacità di spesa del pubblico. Che però sarà sempre più limitata. E per sostenerla occorrerà aumentare sempre di più la pressione fiscale su famiglie e imprese, con inevitabile effetto depressivo su produzione e consumi. La sfida dei prossimi anni dovrebbe essere quella di ridurre la capacità di spesa del Comune, rivedendo il perimetro di intervento, in modo da valorizzare l’iniziativa privata profit e non profit in grado di moltiplicare l’offerta dei servizi. Invece Sala, indubbiamente più bravo di Pisapia nel ‘vendere’ notizie, conserva quel vecchio paradigma amministrativo“.

Prosegue Forte: “Si parla di periferie e di case popolari, ma dimenticandosi che la dicotomia Aler e MM, che spesso si trasforma dolosamente in una guerra ideologica tra case ‘di destra’ e ‘di sinistra’, è stata creata da questa maggioranza nella scorsa consiliatura. Si parla di mobilità, ma senza affrontare la questione decisiva di un piano urbano strutturato nel tempo che affronti anche l’eventuale liberalizzazione dei servizi: vogliamo svincolare il bilancio dalle centinaia di milioni di spesa fissa per Atm oppure no? Vogliamo aprire al mercato il trasporto non di linea? Se sì, come ci facciamo carico dei lavoratori che per comprare il Taxi ed ottenere le relative licenze hanno aperto mutui e chiesto finanziamenti? In materia di urbanistica, invece, oltre a notare che il dibattito pubblico – così come inteso dalla delibera d’indirizzo sugli Scali ferroviari scritta e votata dal Consiglio – è evaporato, si vuole rimettere mano al Pgt o no? E’ modificando quelle regole che si liberano le energie private e si genera lavoro, opere, ricchezza e occupazione. E ancora sulla cultura: al di là delle iniziative belle o brutte, quando si penserà di rilanciare un ‘sistema’ museale milanese ora frammentato e non in rete, comprendente i numerosissimi soggetti privati? E infine sul welfare: quando si passerà da un sistema di erogazione diretta ad un coordinamento della pluralità di attori (pubblici, profit e non profit) finanziando la domanda del cittadino, lasciato poi libero di scegliere?”.

Conclude il consigliere di Milano Popolare: “Certo, occuparsi del merito di tutte queste tematiche vuol dire non impegnarsi in iniziative spot che possono aiutare a recuperare quel feeling con l’opinione pubblica che si è un po’ fiaccato nel tempo e, forse, si è perso con il governo dopo le dimissioni di Renzi”.

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