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La critica a Netanyahu non diventi antisemitismo

di M. Forte, su il Giornale di sabato 9 agosto 2025.

 

Caro direttore,

desidero rispondere all’appello del Presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Maghnagi, che chiede alla politica milanese di prendere posizione contro i recenti episodi di antisemitismo. Si tratta di un fenomeno monitorato dall’Osservatorio della Fondazione CDEC, che ci ricorda – rapporto dopo rapporto – come sia aumentato in Italia dopo la strage del 7 ottobre 2023 perpetrata da Hamas: 454 episodi in quell’anno, di cui 216 solo tra i mesi di ottobre e dicembre. L’atmosfera è simile a quella del 1982, quando le proteste contro la guerra in Libano culminarono nell’attentato alla Sinagoga di Roma, in cui perse la vita il piccolo Stefano Gaj Taché, di soli due anni. L’aggressione a Lainate, cui ha fatto seguito la denuncia delle ingiurie davanti alla porta di casa di una famiglia ebrea in zona San Siro, sono solo gli ultimi episodi di una serie che per il 50% si consuma ormai offline ed è fatta di: minacce di morte scritte sui muri di locali pubblici e privati, vandalizzazioni, incremento di attività addirittura all’interno dei nostri atenei finalizzate ad impedire la partecipazione di studenti ebrei e le iniziative promosse da loro organizzazioni. Un qualcosa che riporta l’Italia ad un periodo buio, come quello delle leggi razziali. E che non possiamo permettere. La legittima critica al governo Netanyahu non può e non deve sfociare nella colpevolizzazione degli ebrei. Perché prendere le distanze da aggressioni e violenze, ma poi chiedere a chi è cittadino italiano di prendere posizione contro Israele solo perché magari frequenta una Sinagoga? Come la Lombardia ha accolto nei suoi ospedali minori palestinesi e stanziato 100 mila euro per aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, così le nostre istituzioni non possono girare il volto dall’altra parte rispetto all’antisemitismo crescente. Come non possiamo considerare i civili inermi palestinesi “vittime sacrificali” della guerra contro Hamas, analogamente dobbiamo difendere nostri concittadini ebrei, evitando che nelle nostre strade siano bersagliati quali “terminali dell’entità sionista”.

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