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Scali ferroviari. Finisce la corsa, Pisapia è pregato di scendere

images (2)Col voto di ieri con cui l’aula di Palazzo Marino ha bocciato l’Accordo di programma tra Comune, Regione e Ferrovie dello Stato, si segna l’inizio ufficiale della campagna delle primarie del centrosinistra e la fine di questa consiliatura.

Il Consiglio comunale ha bocciato con 23 voti contrari e 21 favorevoli un provvedimento modesto, come l’ha definito lo stesso presidente della commissione urbanistica (Roberto Biscardini). Un provvedimento modesto che sacrifica il progetto originario di una riqualificazione di 1,2 milione di mq di aree degli ex scali ferroviari finalizzata a investirne le plusvalenze nella realizzazione di una infrastruttura di 27 km come la Circle line, ovvero una metropolitana esterna che avrebbe collegato il nord-ovest di Milano con il sud-ovest girando intorno al centro e intercettando tutte le altre linee e passanti ferroviari. L’aula ha bocciato questo provvedimento modesto perché, per accontentare le differenti sensibilità ideologiche presenti all’interno della maggioranza, quella delibera privilegiava la realizzazione di un mix funzionale (un po’ di housing sociale, ma non troppo, qualche ciclabile in più ed una “spruzzatina” di verde che non guasta mai), senza disegnare una visione complessiva della città e senza lasciare alcuna opera pubblica ai milanesi

E visto l’imminente scatenarsi della campagna per le primarie del centrosinistra, più alta era la necessità della maggioranza di accontentare le differenti, quando non contrastanti, posizioni ideologiche al proprio interno. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: Pisapia e la sua compagine sono talmente impegnati nel tenere la quadra che sacrificano l’amministrazione della città.

Pisapia ha spiegato il voto di ieri come di un incidente di percorso dovuto all’assenza di tre consiglieri Pd. Qualcuno del suo staff gli spieghi che già in una prima votazione è mancato il numero legale proprio sulla ratifica dell’Accordo di programma con Ferrovie dello Stato. Il vicesindaco e assessore al Bilancio, Francesca Balzani, gli regali un pallottoliere per Natale e gli faccia contare i 5 consiglieri della sua ex maggioranza che hanno votato contro. Qualche suo delegato ai rapporti politici con la città gli spieghi il peso tutto politico di un Presidente del Consiglio e di un Presidente della commissione urbanistica che votano contro quello che avrebbe dovuto essere l’unico vero provvedimento di ampio respiro che la sua amministrazione avrebbe lasciato a Milano. Qualcuno del suo ufficio stampa gli faccia leggere l’intervista di oggi al suo ex vicesindaco, Ada Lucia De Cesaris, che definisce emblematica l’assenza di ieri di Pisapia al momento del voto in aula.

Proprio ieri Pisapia ha scritto la lettera insieme ai sindaci di Genova e Cagliari per dire di “ripartire” dalla coalizione arancione che vinse le amministrative del 2011. Il nostro primo cittadino non si è accorto che mentre scriveva quelle righe in casa sua perdeva i pezzi proprio di quello schieramento; mentre era intento a perimetrare i confini della coalizione per le primarie non ha curato i suoi vecchi compagni di strada che hanno deciso di abbandonarlo.

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