Brigata Ebraica espulsa dal corteo di Milano e inseguita nelle strade: «Siete saponette». Cacciati pure ucraini e militantı d i Forza Italia. A Roma due feriti con una pistola a pallini.
di Fabio Rubini, su LiberoMilano, 28 aprile 2026.
Quello del 25 aprile a Milano non è stato un corteo per celebrare la Liberazione, ma una vera e propria caccia all’ebreo. Lo si è capito quando – dopo quasi due ore di stallo, con i pro-Pal a bloccare il corteo – i responsabili della Brigata ebraica hanno accettato di lasciare la sfilata ufficiale per girare in via Senato. È a quel punto che i pro-Pal anziché continuare la sfilata verso piazza Duomo, hanno preso a inseguire la Brigata fin quasi a piazza Cavour, quando poi le forze di polizia li hanno bloccati, consentendo ai rappresentanti della Comunità Ebraica di raggiungere la Questura e, poco dopo, sciogliere le righe.
Inseguiti e insultati con frasi degne del peggior kapò nazista. Qualche esempio? «Siete saponette mancate» o «bruciateli tutti». E ancora: «Fuori i nazisti dal corteo». Parole che urlate ai rappresentanti del popolo che più di tutti ha pagato la barbarie nazista, beh, fanno un certo ribrezzo. E se cerchi di spiegarglielo, agli infoiati, rispondono al cronista: «Ma quelli bevono il sangue dei bambini palestinesi». Attenzione poi, perché a urlare e sostenere queste bestialità non sono solo i quattro sfigati pro-Pal che ogni anno si danno appuntamento in San Babila. Affatto!
A berciare contro gli ebrei milanesi sono madri e padri di famiglia con i bimbi a cavalcioni che fanno il dito medio e tirano uova. Sono anziani che si buttano – fisicamente – contro il cordone di polizia urlando alla Brigata le peggio cose. Mai visto un 25 aprile così. E ce n’è d’aver paura. Non per i cori, non per le uova, ma per la cattiveria dei volti e degli sguardi dei manifestanti: odio puro, reale.
Fossimo negli organizzatori ci vergogneremmo di quello che è successo. E invece no, perché l’Anpi ha spiegato che la colpa «è della Brigata che ha sfilato con le bandiere di Israele». E di grazia, con quale bandiera avrebbe dovuto sfilare?
Altro capolavoro di ipocrisia è stato quello di spiegare che con loro c’erano anche i vessilli degli iraniani contrari al regime sanguinario degli ayatollah e quelli ucraini. Tutti indistintamente insultati. Dicono: «Quei simboli cosa c’entrano con la Liberazione?». E le bandiere della Palestina che ci azzeccano col 25 aprile? Son venuti da Gaza a liberarci? O c’erano inglesi e americani? Prese di posizione, quelle degli organizzatori che hanno fatto storcere il naso anche ad alcuni esponenti Pd, pure loro insultati per la sola colpa di sfilare con la Brigata ebraica. C’erano Emanuele Fiano, Pietro Bussolati e Lia Quartapelle (Pd), ma anche altri politici di vari partiti come Benedetto della Vedova (+Europa), Mariastella
Gelmini (Nm), Daniele Na-hum (Azione), Matteo Forte (Fdi) e Alessandro De Chirico (Fi) con un gruppo di ragazzi di Forza Italia, cacciati pure loro dal corteo. A scagliarsi contro le ricostruzioni fallaci dell’Anpi è stato il consigliere regionale Pietro Bussolati: «La brigata ebraica è entrata nel corteo secondo le indicazioni del comitato antifascista e della questura in via Boschetti. Ha dato ampia disponibilità di definire modalità per gestire il corteo in sicurezza e nel rispetto delle indicazioni del comitato organizzatore». Quindi «quello che è successo è di una gravità assoluta e chi ha organizzato i cortei sia a livello nazionale che metropolitano, invece di fornire versioni fuorvianti su chi ha bloccato il corteo e con quali ragioni, doveva impegnarsi a garantire il diritto di manifestare alle associazioni ebraiche e ai cittadini che con essa avevano deciso di sfilare».
Ma a criticare gli organizzatori è stato anche l’ex presidente dell’Anpi milanese Roberto Cenati: «Con me una cosa così non sarebbe successa, ma se inviti al corteo i pro-Palestna…». Cenati, lo ricordiamo, lasciò l’Anpi tre anni fa dopo 13 di presidenza, in polemica con la direzione nazionale dell’associazione che aveva definito l’attacco a Gaza un genocidio. «Oggi è stata calpestata la Costituzione, perché è stato impedito al popolo ebreo di sfilare». Dura anche la reazione della Comunità ebraica. Davide Romano, presidente del Museo della Brigata ebraica tuona: «Quello che è accaduto oggi non è solo una violazione dei diritti del mondo ebraico e iraniano: è una ferita istituzionale e costituzionale di gravissima portata». Dalia Gubbay, assessore alle scuole della comunità ebraica di Milano, è battagliera: «È una cosa indecente. Un segno orribile per la città di Milano. Ce l’hanno con noi come ebrei. Come si riparte? Non lo so. È successa una cosa molto grave». Tagliente il presidente della Comunità ebraica Walker Meghnagi: «Accuso i presidenti di Anpi di Milano e nazionale: quel che fanno è istigazione all’antisemitismo». E in serata arriva il comunicato dell’Ucei (Unione delle comunità ebraiche) che si appella direttamente al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: «Continui a essere garante dei valori costituzionali. La libertà di manifestare non può mai tradursi in intimidazione o discriminazione». Anche per il leader grillino Giuseppe Conte «vanno condannati assolutamente gli episodi di intolleranza». Dal leader della Lega Matteo Salvini, «totale solidarietà a chi è stato aggredito, minacciato, e offeso dai soliti violenti di sinistra. Che il Pd rifletta sui propri compagni di piazza». Il forzista Antonio Tajani esprime «solidarietà ai giovani di Forza Italia ai quali è stato impedito di sfilare con le loro bandiere e alla brigata ebraica esclusa dal corteo di Milano». Per Noi Moderati, Mariastella Gelmini: «A Milano si respira un clima pesante, lontano dai valori del 25 aprile. Solidarietà alla Brigata ebraica».