di Daniele Agrati, su Avvenire di giovedì 31 ottobre 2024.
Sul fine vita è arrivato ieri il “no” al progetto di iniziativa popolare presentato dall’associazione Luca Coscioni. Ieri pomeriggio, al termine di una lunga seduta congiunta, le commissioni Affari istituzionali e Sanità del consiglio regionale della Lombardia, hanno espresso a maggioranza parere negativo al pdl. I consiglieri hanno anche respinto gli emendamenti presentati dai gruppi di minoranza. La riunione si è svolta dopo due mesi di lavori che hanno visto susseguirsi una serie di audizioni tra argomentazioni di natura giuridica, etica e medico-sanitaria che hanno coinvolto una cinquantina tra avvocati, docenti universitari, operatori assisten-ziali, esperti e responsabili di associazioni. Il progetto di legge verrà ora trasmesso dalle commissioni al consiglio regionale per essere discusso entro il 21 novembre, ovvero entro i nove mesi dall’assegnazione del testo alle stesse commissioni.
«Tra i docenti di diritto costituzionale – ha dichiarato il relatore di maggioranza Matteo Forte (FdI) – è emersa chiara la sottolineatura del fatto che la sentenza 242 del 2019 è intervenuta a dichiarare parzialmente illegittimo l’articolo 580 del codice penale relativo all’agevolazione del proposito suicidario, e non a stabilire un diritto alla prestazione garantito da parte dello Stato. Proprio perché la competenza in materia è dello Stato, come maggioranza presenteremo in aula consiliare una questione pregiudiziale di legittimità costituzionale».
«Con la massima chiarezza e trasparenza – ha aggiunto Patrizia Baffi (FdI), che ha presieduto la seduta – abbiamo dato ascolto e presenza ai tanti punti di vista di differenti realtà e soggetti. Riguardo al merito abbiamo sempre sostenuto la difesa del bene vita, così come il pieno e totale supporto ai malati attraverso servizi e percorsi che già le Asst hanno in essere, rivolti alla terapia del dolore e delle cure palliative».
Nel corso del dibattito sono intervenuti diversi consiglieri di maggioranza e minoranza, riferisce il Pirellone. Giulio Gallera (Fi), ad esempio, ha espresso voto favorevole al pdl. Nelle varie votazioni la maggioranza ha scelto di pronunciarsi con l’astensione (che tecnicamente equivale a un voto contrario) in quanto, come è stato spiegato dal relatore, la materia non è di competenza regionale. La relazione illustrata da Forte è stata approvata a maggioranza; respinta quella illustrata dalla relatrice di minoranza Carmela
Rozza (Pd), che ha insistito sulla necessità di «prevedere una procedura affinché possa essere rispettata la sentenza costituzionale. Occorre perciò intervenire – ha aggiunto – per definire aspetti organizzativi del servizio sanitario che come stabilito dal Titolo V della Costituzione spettano alla Regione».
Secondo Emilio Del Bono (Pd) vice presidente del consiglio regionale, «la Regione ha tutta la competenza necessaria, avendo in carico la gestione della sanità, per regolare quanto la Consulta ha definito in due diversi pronunciamenti».