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Fine vita, il consiglio regionale: non è di nostra competenza

di Daniele Agrati, su Avvenire di mercoledì 20 novembre 2024.

II consiglio regionale della Lombardia ha approvato una pregiudiziale di costituzionalità per ribadire che il suicidio medicalmente assistito non è un tema di competenza regionale. Il documento è stato illustrato in aula ieri dal consigliere di Fratelli d’Italia Matteo Forte, e chiedeva la non trattazione del Pdi “Liberi subito” sul fine vita dell’associazione Luca Coscioni, in quanto «sussistono possibili questioni di legittimità costituzionale», rimandando quindi il tema al Parlamento perché non è di competenza regionale.
La votazione è stata eseguita con scrutinio segreto, come da richiesta delle opposizioni. La pregiudiziale è stata approvata con 43 voti a favore, 34 contrari e nessun astenuto; due consiglieri non hanno partecipato al voto, ossia Roberto Anelli (Lega) e Anna Dotti (Fdi), e considerando l’assenza per congedo di Vittorio Feltri (FdI), quattro consiglieri di maggioranza hanno votato contro la pregiudiziale di costituzionalità. Uno di questi è stato Giulio Gallera, consigliere di Forza Italia ed ex assessore al Welfare.
«Mi sembra che il voto sia andato in una certa direzione: qualcuno ha votato a favore e qualcuno ha votato contro, quindi la libertà di coscienza c’è stata – ha commentato il governatore Attilio Fontana – ma, ad ogni modo, sul fine vita sicuramente c’è la necessita di un intervento nazionale, e su questo non ci sono dubbi». Fontana, che era presente alla votazione, ha sottolineato che «non si è entrati» nel merito ma si è discussa solo la pregiudiziale: «l’aula ha deciso che questa è la strada che deve essere seguita.
L’aula è sovrana, credo che non ci sia nessun commento da fare», ha ribadito.
Opposizioni all’attacco. «La destra ha fatto un grande errore. Ha deciso di non far sì che vi possa essere una legge al fianco delle persone. Penso sia stata una grande dimostrazione di viltà da parte della destra che non è neanche riuscita a bocciare la legge nel merito, ma addirittura ha impedito che venisse discussa dal consiglio», ha commentato il capogruppo lombardo del Pd Pierfrancesco Majorino. E per il capogruppo del M5s, Nicola Di Marco, « mentre il centrodestra affossava il Pdl sul fine vita, sottoscritto da 8mila lombardi, nascondendosi dietro alla scelta di non decidere, fuori di qui i nostri operatori sanitari lavorano per rispettare quanto disposto dalla sentenza della Corte costituzionale».

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