di Daniele Agrati, su Avvenire-ed. Milano di mercoledì 19 febbraio 2025.
Il governatore della Lombardia Attilio Fontana tira dritto sulle polemiche di Fratelli d’Italia dopo il primo caso di suicidio assistito. E ribadisce che la Lombardia continuerà a dare risposte ai cittadini che faranno richiesta «anche in assenza di una legge regionale». Il leader della Lega Matteo Salvini, intanto, ribadisce la sua apertura sul tema, esortando anche il Parlamento ad approvare «in fretta» una legge, «altrimenti se fanno un legge in Toscana, un’altra in Puglia, un’altra in Umbria e un’altra in Val d’Aosta, non si capisce niente».
E nella nostra regione, però che la questione continua a tenere banco. FdI non ha gradito la linea Fontana e dell’assessore al Welfare Bertolaso. E lo ha puntualizzato durante una riunione giunta dal clima piuttosto acceso, in cui i meloniani, forti del voto dello scorso novembre del Consiglio sulla non competenza della Regione, hanno chiesto più rispetto per le decisioni dell’Aula. Fdi ha puntato di nuovo il dito su Bertolaso, con il consigliere regionale Matteo Forte che ha annunciato un’interrogazione all’assessore, anche se sarà direttamente il governatore Fontana a replicare in Aula alla prima seduta utile.
Nella riunione di giunta Bertolaso avrebbe anche ventilato la possibilità di dimettersi rivendicando la sua anima tecnica e non politica: «Ma no, non ce problema» ha smorzato Fontana blindando il suo assessore. «Credo che si sia tuto chiarito» ha aggiunto il governatore, rivendicando però l’iter della Regione nel caso della 50enne affetta da sclerosi multipla progressiva morte a casa sua dopo la somministrazione del farmaco letale. Se arrivano delle richieste spetta al comitato etico Lombardo valutare se ci sono i requisiti sanciti dalla sentenza della Corte costituzionale: «Il problema nasce dal fatto che bisogna cercare di capire il significato e il contenuto della sentenza della Consulta. Secondo me e secondo Bertolaso la sentenza ci mette nelle condizioni di dare delle risposte e quindi bisogna darle anche in assenza di una legge nazionale ha spiegato Fontana, difendendo Bertolaso che ha fatto il suo dovere, non poteva sottrarsi a questo obbligo. Copertura assoluta a li vello politico, quindi per l’assessore da parte del presidente. Anche se, a ben guardare, la sentenza della Cassazione non obbliga a stabilire un percorso che vada bene, per il presidente offre copertura politica totale a Bertolaso nonostante le forti critiche di Fdi. Forte: faremo una interrogazione all’assessore che stabilisce che vi debba essere un percorso personalizzato da valutare volta per volta.
Certo è che adesso «il passo successivo è quello di fare una legge». Forte, resiste su contrarietà sia nel merito sia nel metodo: «Quello che è avvenuto è molto grave e deve essere chiarito», ha ribadito il consigliere Forte.
In un quadro di divisioni nella maggioranza, è l’opposizione ad andare all’attacco. «Chiediamo al
capogruppo Regione dall’ambiguità allucinante in cui si destra ha bocciato la legge regione al Welfare Bertolaso è intervenuto surrettiziamente, un po’ nell’ombra, per autorizzare nei fatti una pratica di suicidio assistito. Un pasticcio pazzesco su un tema drammatico e delicato».