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Fontana: “Riferirò in Consiglio”. Ma sul fine vita è sempre polemica

Il presidente sarà in aula l’11 marzo, giorno nel quale si esaminerà anche il progetto mini vitalizi. Critico Majorino “Non faccia il furbo, si assuma la responsabilità delle sue scelte”. Attacchi da M5S. La Lega: non dettano loro l’agenda

 

di A. Corica, su la Repubblica-ed. Milano di

 

«Andrò a riferire in Consiglio regionale sul fine vita». Dopo le polemiche scoppiate a seguito della notizia del suicidio assistito di Serena, cinquantenne milanese malata di sclerosi multipla progressiva, Attilio Fontana non fa passi indietro, e annuncia che sarà lui a riferire nell’aula di via Filzi sul caso. «Lo farò non martedì prossimo che ho un impegno che mi terrà lontano dal Consiglio, ma quello della settimana prossima». Non il 4 marzo quindi – data inizialmente annunciata dal sottosegretario regionale Mauro Piazza – ma l’11, come poi comunicato formalmente in serata al presidente del Consiglio regionale Federico Romani. Lo stesso giorno in cui – almeno per ora, salvo a questo punto non intervengano modifiche – in aula è prevista l’esame di un progetto di legge anch’esso al centro delle polemiche, quello sui “mini-vitalizi”.
Apriti cielo. Dalle opposizioni arriva un coro di no, a partire dal capogruppo dem Pierfrancesco Majorino: «Fontana non faccia il furbo, questo suo continuo giocare a confondere le acque, ora perfino a cambiare le date della sua informativa in aula, inizia a essere assai fastidioso. Si assuma pienamente la responsabilità delle sue scelte e dei suoi orientamenti». Gli fa eco anche il numero uno dei pentastellati Nicola Di Marco: «Fontana non si tiri indietro, non abbia paura e il centrodestra non trasformi l’opportunità di discutere un tema così importante, nell’ennesimo terreno di scontro nella maggioranza. Non vorremmo pensare che i dubbi di Fontana siano dovuti alle polemiche sollevate da FdI». Di contro dalla Lega il capogruppo Alessandro Corbetta ribatte che «non sono certo Majorino e Di Marco a dettare l’agenda del presidente. La smettano con le polemiche». Il vero nodo, però, sono i mal di pancia in FdI, partito di maggioranza relativa al Pirellone. Contrario al tema e adesso desideroso di avere chiarimenti quanto prima. Visto che è stato del tutto preso in contropiede dalla notizia che, proprio nei giorni dello scorso novembre in cui il Consiglio votava una pregiudiziale di costituzionalità sulla legge sul fine vita proposta dall’associazione Coscioni, con relatore il meloniano e ciellino Matteo Forte, l’assessorato al Welfare stabiliva le modalità per consentire a Serena di accedere alla procedura, in accordo alla sentenza della Consulta sul caso di dj Fabo.
Quasi un paradosso, insomma. Ecco quindi la richiesta all’assessore Guido Bertolaso – e non a Fontana, a dimostrazione che il titolare del Welfare è ancora una volta nel mirino dei Fratelli – per avere risposte sugli atti che hanno portato al primo suicidio assistito in Lombardia. «Come FdI abbiamo depositato un’interrogazione all’assessore Guido Bertolaso per sapere puntualmente cosa è accaduto. E continuiamo ad attendere risposta», ribadisce Forte. Da vedere, quindi, come i partiti, che dopo la comunicazione di Fontana in aula avranno cinque minuti a testa per esprimere la loro posizione, reagiranno a quanto detto dal governatore. Che sul tema nei mesi scorsi aveva invocato la libertà di coscienza: la scelta politica di riferire in prima persona, sembra inserirsi nel solco di questa autonomia. Nonché di quel voto contro la pregiudiziale di costituzionalità – segreto, ma mai smentito – che sarebbe stato espresso da Fontana quando il Consiglio di via Filzi ha trattato la proposta di legge della Coscioni.

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