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Milano paga l’Imu che il governo ha tolto

Con l’approvazione dell’assestamento di bilancio, avvenuta ieri sera, la sinistra di Pisapia preferisce alimentare la spesa discrezionale degli assessori e far pagare ai cittadini l’Imu che il governo ha tolto. Il gruppo consiliare del Nuovo Centrodestra di Milano ha, durante i lavori d’aula, evidenziato la scelta scellerata della giunta di perseverare nell’intento di scaricare sull’anello più debole, i contribuenti, il costo di una manovra di assestamento per un valore complessivo 46 milioni. In particolare il sottoscritto è intervenuto elencando almeno 21 milioni e 550 mila euro di spese discrezionali degli assessori che, invece, potevano essere dedicati a dimezzare i 44 milioni di Imu che, nonostante la cancellazione da parte del governo, Pisapia vuol far pagare comunque a tutti cittadini. Bisogna ricordare ai milanesi che il governo, cancellando l’Imu, non solo ha rimborsato il gettito che doveva rimborsare, ma si è sforzato di restituire al Comune di Milano il 60% dell’aliquota furbescamente aumentata dalla giunta in extremis. Invece di coprire i rimanenti 44 milioni, Pisapia decide di spendere tra l’altro 2.796.000 in centri di aggregazione zonale, i cui criteri di assegnazione sono ovviamente discrezionali; 1.500.000 accantonati “per spese impreviste” ; 930.690 euro per “maggiori spese” non meglio specificate; 428.000 euro di contributi a pioggia ad associazioni culturali che fanno il paio con i 105.500 euro del gabinetto del Sindaco, che prevedono altri fondi discrezionali e briciole da distribuire a imprenditori e commercianti umiliati a chiedere con il cappello in mano un aiuto per sostenere il pagamento di una Cosap raddoppiata dallo stesso Pisapia. I 19 milioni per disabili e anziani, piuttosto che il milione e 600 mila euro di straordinari per i vigili, erano subito approvabili. Sui 21 milioni e mezzo di spese discutibili la sinistra ha deciso di far pagare il conto salato ai soliti noti: i milanesi.

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