È stato presentato nella serata di mercoledì 2 dicembre il libro “Contro la croce. Il martirio dei cristiani in Medio Oriente”, scritto a quattro mani dal senatore Mario Mauro e dal consigliere Matteo Forte. Oltre agli autori, nella prestigiosa Sala del Grechetto di Palazzo Sormani, e alla presenza di circa 110 persone, sono intervenuti padre Bajhat (francescano di Aleppo, in Siria, maestro dei postulanti di Terra Santa), Giampaolo Silvestri (segretario generale della Fondazione Avsi-Associazione volontari per il servizio internazionale) e Wael Farouq (docente di Lingua araba presso l’Università americana de Il Cairo e la Cattolica di Milano).
Il libro offre un contributo a chiunque voglia conoscere più a fondo ciò che sta accadendo in quella regione del mondo, che determina non poche ripercussioni anche in Occidente e in particolare in Europa: dalla doverosa accoglienza dei profughi alla costruzione di nuove moschee nei quartieri delle nostre città. “Ho tirato un sospiro di sollievo leggendolo”, ha detto padre Bajhat, perché descrive bene la complessità della situazione senza compiere le riduzioni giornalistiche. Secondo il professore Wael Farouq, invece, il testo è prezioso perché è “cosparso di citazioni di papa Francesco insieme a continue storie e testimonianze di persone e famiglie” che offrono una chiave di lettura originaria.
Infatti gli autori spiegano bene come in Medio Oriente non sia in atto uno scontro di civiltà, quanto piuttosto una guerra interna all’islam per la supremazia politica sulla regione. Le minoranze cristiane che vivono lì da duemila anni, con le pratiche di vita che le identificano e le opere sociali, caritatevoli ed educative che le contraddistinguono, rappresentano un intralcio per ogni progetto egemonico e totalitario. La presenza di comunità cristiane, infatti, costituisce un elemento di stabilizzazione nei conflitti e di costruzione di luoghi di convivenza. Con parole e fatti esse testimoniano che la pace è possibile.
Questa è la ragione profonda di un urgente impegno della Comunità internazionale a favore di tale presenza, immenso “capitale nella costruzione di un mondo pacificato e pacifico” (san Giovanni Paolo II), e di reali spazi di libertà per tutti.