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Riformare la giustizia non è un reato

«Il sorteggio è forse lo strumento che spaventa di più il fronte del No al Referendum, e non a caso continua ad attaccarlo in modo irragionevole. In verità nella sua applicazione consentirà l’ingresso nel Csm di figure moderate, aperte alla mediazione, poiché proprio l’imprevedibilità porterà a scegliere con maggiore cautela i profili dei diversi candidati». Così Nicolò Zanon, presidente del Comitato SìRiforma e docente di Diritto Costituzionale alla Statale di Milano, introduce il tema della campagna referendaria durante l’incontro “Riformare la giustizia non è reato”, tenutosi al Circolo Filologico Milanese, davanti ad una sala piena di avvocati, insegnanti, manager e giovani appassionati di politica. La tavola rotonda moderata dal direttore di Tempi Emanuele Boffi e organizzata dall’Associazione Labora – nata nel 2022 con l’obiettivo di rinnovare la cultura politica italiana alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa – ha visto anche la partecipazione del giornalista e scrittore Lodovico Festa, insieme a Lorenzo Malagola, deputato di Fratelli d’Italia alla Camera.

Il professore prosegue: «Molti non hanno ancora compreso la portata che avrà la riforma e banalizzano le questioni. Il Corriere, ad esempio, in un suo recente articolo lamenta la poca attenzione verso la lentezza attuale dei processi. In realtà la riforma della giustizia punta ad una maggiore specializzazione e professionalizzazione dei magistrati inquirenti, saranno infatti meno dipendenti dalle correnti e si concentreranno sui fascicoli a loro assegnati senza ostacoli ideologici con più efficienza»».

Il lupo che gioca con l’agnello

Malagola sottolinea invece che se passa la riforma verrebbe definitivamente archiviata la stagione politica della Seconda Repubblica, «durante la quale la figura di Berlusconi è stata centrale anche per la quantità di processi a suo carico, una stagione dove in precedenza la sinistra del governo D’Alema attraverso la commissione bicamerale aveva provato ad introdurre la separazione delle carriere tra giudici e magistrati. Oggi inoltre l’indice di fiducia degli italiani verso la magistratura è crollato al 33 per cento, anche a seguito dello scandalo delle correnti legato direttamente a Luca Palamara».

Lodovico Festa riprende il momento storico della bicamerale: «Se uno va a vedere chi è dentro i comitati del Sì ha l’impressione che si siano avverate le parole del profeta Isaia, quando parla del lupo che gioca con l’agnello. Tutto lo staff del governo di D’Alema è presente insieme agli esponenti storici del centrodestra. Una cosa davvero impensabile fino a poco tempo fa, questo dimostra quanto sia trasversale la necessità di intervenire per una giustizia più equa».

Consigli per l’ultima settimana

Il direttore Boffi sollecita gli ospiti chiedendo con quale spirito affronteranno l’ultima settimana prima del voto. «Di fronte ai violenti attacchi verbali che abbiamo ricevuto in queste settimane, suggerisco di vivere questa settimana con animo sereno, spiegando agli indecisi le buone ragioni della riforma», chiosa Zanon. «Alla serenità aggiungerei un pizzico di sana preoccupazione, poiché difficilmente si ripresenterà nel breve termine un’altra occasione come questa per riformare la giustizia» aggiunge Festa. «Non abbiate paura di esporvi, questa riforma è nell’interesse di tutto il paese» conclude Malagola.

Davide Amata, LabOra Milano

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