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Unioni civili: i consiglieri si possono rifiutare. E i dipendenti?

14433196_1188833844509771_7124169662420430989_n(OMNIMILANO) Milano, 21 SET – “Il sindaco Sala chiede l’assenso a delegare le funzioni di Ufficiale dello Stato Civile per la ricezione della dichiarazione di costituzione di unione civile tra persone dello stesso sesso. Lo fa però solo con gli assessori, consiglieri e presidenti di Municipio. Non con i dipendenti del Comune che, secondo l’articolo 2 comma 3 del Dpr 396/2000, possono rinunciare alla delega per ‘gravi e comprovati motivi con atto ricevuto dal sindaco’”.

Lo scrive sulla sua pagina Facebook il capogruppo di Milano Popolare a Palazzo Marino, Matteo Forte, postando anche la foto del modulo firmato in cui il consigliere d’opposizione firma e non acconsente al conferimento della delega. “Ma al sottoscritto – prosegue – questa possibilità è stata espressamente riconosciuta con modello da compilare e restituire. Ad altri no. Poi, che tra i ‘gravi e comprovati motivi’, per rifiutarsi di registrare una unione civile tra persone dello stesso sesso, sia ricompresa l’obiezione di coscienza è tutto un dibattito pubblico che fino ad oggi non si è voluto affrontare”.

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