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Violenze al nido: l’accreditamento non c’entra nulla

FOTO OMNIMILANO(OMNIMILANO) Milano, 02 AGO – “L’orrore e il ribrezzo per quanto accaduto al nido della Bicocca non c’entrano con l’accreditamento, quanto con la responsabilità personale”. Così in una nota il consigliere comunale di Milano Popolare, Matteo Forte.

“La questione, oltre che sul piano penale per quel che riguarda i singoli casi – spiega Forte – non va affrontata creando un clima di terrore tra gli operatori, né alimentando il sospetto delle famiglie nei confronti di scuole e asili. Tanto meno serve inneggiare ad una sorta di trasparenza totalitaria per cui ogni ambito della nostra vita ed esistenza deve essere videoregistrato e sorvegliato. Occorre lavorare invece sulla formazione delle educatrici e su quella continua, ormai sempre più fondamentale in un mondo del lavoro dinamico e nell’ambito dei servizi ad una famiglia con esigenze sempre più complesse”.

Prosegue Forte: “Inoltre le norme per l’accreditamento dei servizi previste da Regione Lombardia c’entrano come il cavolo a merenda: il vero tema è che il Comune di Milano non le ha mai applicate fino in fondo. E’ vero che l’accreditamento richiede una semplice comunicazione preventiva d’esercizio, ma è il primo atto perché il Comune crei un sistema pubblico integrato in cui svolge la sua funzione di controllore continuo, al fine di dotare l’utenza di informazioni quanti-qualitative sul servizio che le famiglie dovrebbero essere libere di scegliere senza discriminazioni di natura economica. Tutto questo oggi non avviene e il Comune di Milano complica il quadro prevedendo accanto all’accreditamento una convenzione che nulla c’entra con questo processo, perché si limita ad appoggiarsi sui privati chiedendo loro di smistare le lunghe liste d’attesa di Palazzo Marino. Quindi: niente contratto con i soggetti accreditati come prevede la legge regionale, niente relativi controlli, niente libertà di scelta per le famiglie, ma solo una sorta di esternalizzazione di un servizio tutto incentrato sul Comune”.

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